LUGANO – L’Unione Europea ha dato il via libera politico all’accordo di libero scambio con il Mercosur, includendo Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Anche l’Italia ha votato a favore, dopo aver ottenuto clausole di salvaguardia aggiuntive per le filiere agricole più esposte. La decisione arriva nonostante l’opposizione delle principali associazioni degli agricoltori, che temono concorrenza sleale e standard produttivi non equivalenti.
L’accordo prevede l’eliminazione progressiva dei dazi sul 91% delle esportazioni europee verso il Sud America e sul 92% di quelle del Mercosur verso l’UE. Si tratta della più grande area di libero scambio mai negoziata da Bruxelles, con un bacino di oltre 700–800 milioni di consumatori.
La posizione della Svizzera
La Confederazione non partecipa all’accordo UE–Mercosur, ma è già legata al blocco sudamericano tramite un’intesa di libero scambio firmata nel 2019 dall’EFTA. L’accordo europeo, però, potrebbe ridurre il vantaggio competitivo svizzero in alcuni settori industriali, aumentando la pressione per un aggiornamento dell’intesa EFTA–Mercosur.
Impatti sul mercato svizzero
• Industria: possibile aumento della concorrenza europea nei macchinari e nella chimica.
• Agroalimentare: rischio di maggiori importazioni a prezzi più bassi nell’UE, con effetti indiretti sui prezzi svizzeri.
• Esportazioni: Berna potrebbe accelerare la modernizzazione dei propri accordi per non perdere accesso preferenziale ai mercati sudamericani.
La Svizzera, tradizionalmente pragmatica, potrebbe quindi muoversi verso un rafforzamento dei propri trattati commerciali per mantenere stabilità e competitività.












