EUROPA – Svolta green a Bruxelles. Il Comitato speciale Agricoltura ha concordato una nuova posizione negoziale per aggiornare le norme UE sulla produzione biologica e sull’etichettatura. L’obiettivo è duplice: sostenere la crescita del settore in Europa e alleggerire il carico burocratico. Questa evoluzione normativa viene seguita con estrema attenzione anche in Svizzera da Bio Suisse, l’associazione di riferimento per il mercato biologico elvetico, da sempre attenta alle convergenze normative con i partner europei.
Agricoltura: flessibilità per i piccoli produttori ed e-commerce
La ministra cipriota Maria Panayiotou ha sottolineato come il comparto rappresenti una risorsa strategica per la biodiversità. Il nuovo testo punta a ridurre gli oneri amministrativi per i piccoli operatori, prevedendo esenzioni dalla certificazione basate su precise soglie di ricavo. Novità importanti anche per il commercio digitale: i piccoli rivenditori online di prodotti biologici preconfezionati saranno esentati dai controlli standard. Un approccio che strizza l’occhio alla digitalizzazione, un tema su cui anche l’Istituto di ricerca dell’agricoltura biologica FiBL focalizza da anni i propri studi scientifici.
Trasparenza sulle importazioni e stop alle deroghe
Giro di vite sulle importazioni da paesi terzi: i prodotti equivalenti extra-UE non potranno usare il logo biologico europeo, ma solo quello d’origine. Cancellata inoltre la deroga che permetteva l’uso del logo UE su prodotti contenenti fino al 5% di ingredienti non conformi. È prevista infine una tolleranza solo temporanea per i mangimi proteici non bio per suini e pollame, destinata a scomparire. Per comprendere l’impatto di queste dinamiche commerciali transfrontaliere, è possibile consultare i dati ufficiali sui flussi doganali dell’import-export sul portale dell’Ufficio federale dell’agricoltura UFAG.

















