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Il sommelier Angelo Sabbadin racconta la Valpolicella

DI ANGELO SABBADIN – La Valpolicella è una delle denominazioni più prestigiose per i vini rossi, con Ripasso e Amarone protagonisti assoluti. Questi vini si distinguono per il loro equilibrio tra struttura, eleganza e freschezza. L’Amarone, fiore all’occhiello della regione, affonda le radici nella tradizione del Recioto, un vino dolce di epoca romana, evolvendosi nel tempo in una versione più secca e intensa. La sua produzione, limitata e artigianale, ha reso l’Amarone uno dei vini più pregiati d’Italia. Il Ripasso, invece, rappresenta un perfetto compromesso tra freschezza e complessità, con maggiore morbidezza e intensità rispetto al Valpolicella Superiore. Insieme, questi vini raccontano la storia e l’identità di un territorio unico. Sul palato sono un caldo abbraccio vellutato, struttura ma anche tanta eleganza, senza mostrare mai i muscoli, con vivace freschezza e guizzo sapido sempre in mostra.

La storia

La Valpolicella è una delle principali denominazioni rossiste italiane, diciannove comuni per quasi 8.600 ettari di vigna. Una produzione che nel 2021 si è attestata a 73,6 milioni di bottiglie per un valore alla produzione – misurata da Nomisma Wine Monitor – di 500 milioni di euro. Quasi la metà relativi alle vendite di Amarone, il più pregiato tra i vini del Veneto e di Verona. Ha una storia millenaria con radici nell’evoluzione di uno dei più antichi vini d’Italia, il Recioto. Già nel IV secolo dopo l’era cristiana, ci sono illustri testimonianze di questo vino ottenuto attraverso una tecnica speciale per l’appassimento delle uve. Allora chiamato vino “Acinatico”, prodotto nella Valpolicella, una regione collinare situata prima delle Prealpi Veronesi. Il suo nome potrebbe derivare proprio dal latino “Vallis-polis-cellae”, che significa “valli con molte cantine”. L’Acinatico e successivamente il Recioto sono gli antenati dell’Amarone. Mentre il primo risale all’epoca romana, il Recioto è un vino dolce e vellutato che ha costituito la base per la produzione dell’Amarone. Le uve, trattate in modo uniforme nel corso del tempo, hanno subito una fermentazione che ha portato a un vino più secco. Ha un carattere amaro o leggermente amarognolo che ha gradualmente guadagnato popolarità e nei primi decenni del XX secolo ha cominciato a essere imbottigliato. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha avuto inizio il vero e proprio commercio, ottenendo anche il riconoscimento della denominazione di origine controllata (DOC). La produzione vinicola dell’Amarone è minima rispetto al resto della Valpolicella, a causa del processo artigianale richiesto e dell’alta qualità delle uve utilizzate.

La selezione

Il Ripasso, con la sua maggiore ampiezza e profondità, rappresenta un perfetto equilibrio tra freschezza e struttura, mentre l’Amarone incarna la massima espressione del territorio. Ecco una selezione di alcuni dei migliori Valpolicella Ripasso degustati:

  • Rubinelli Vajol 2019
  • Terre di Leone 2018
  • Sottolago 2019 Villabellini
  • Collezione Pruviniano 2019 Cantina di Negrar
  • Antolini 2021
  • Morandina Graziano Prà 2021
  • Boscaini Carlo 2020
  • Vigneti di Ettore 2020
  • Secondo Marco 2019
  • Decus 2020 Lenotti
  • Cottini 2021
  • Pietro Junior 2021 Zardini
  • Minervii 2021 Corte Zardini
  • La Tonega 2020 Colle Cerè
  • Il Fornetto Collezione 2019 Stefano Accordini

Angelo Sabbadin

Nato nei dintorni di Padova, Angelo Sabbadin ha scoperto il suo amore per il vino durante il servizio militare affascinato dai vigneti al confine con la Slovenia. Dopo vent’anni di esperienza nei migliori ristoranti padovani, nel 2006 è entrato a far parte del team di Le Calandre. Nel 2010 ha rivoluzionato la sua carta dei vini, organizzandola per vitigno e adattandola all’iPad, un’innovazione che ha contribuito alla sua nomina a Sommelier dell’anno nella guida dei vini dell’Espresso nel 2011. Oggi recensisce vini per riviste specializzate e le principali guide italiane. Giudice da oltre 12 anni al Decanter World Wine Awards, ha partecipato a numerosi concorsi internazionali tra Londra, Milano, Madrid, Francoforte e Lione. Con oltre 3.500 degustazioni annue, Sabbadin continua a lasciarsi emozionare da ogni calice, guidato da una passione instancabile per il mondo del vino.

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