EUROPA – Washington alza la posta nel complesso negoziato commerciale con Bruxelles: l’amministrazione USA, tramite il Segretario al Commercio Howard Lutnick e l’ambasciatore Jamieson Greer, ha esercitato forte pressione sull’Unione Europea per ottenere modifiche nelle normative digitali in vigore, in particolare sul controverso Digital Markets Act. L’incontro del 24 novembre a Bruxelles con i ministri per il Commercio dei 27 ha svelato la strategia americana: un “approccio equilibrato” e meno aggressivo verso le big-tech statunitensi ĆØ la precondizione per un alleggerimento significativo dei dazi sull’acciaio e l’alluminio imposti oltreoceano. Greer ha espresso “notevoli preoccupazioni” che le attuali soglie normative colpiscano quasi esclusivamente le aziende USA, influenzandone i “ricavi globali”. Il pressing mira a garantire che le leggi UE, pur non venendo eliminate, siano modificate per soddisfare le richieste delle multinazionali americane.
Dati e investimenti sul piatto
La trattativa si gioca sul filo della reciprocitĆ e degli ingenti interessi economici in ballo. Il commissario UE al CommercioĀ pur riconoscendo l’importanza cruciale di risolvere la questione dei dazi su acciaio e derivati, ha messo sul piatto i dati impressionanti dei rapporti economici transatlantici. Ha sottolineato gli oltre 200 miliardi di dollari spesi dall’UE per l’energia USA dall’inizio del 2025 e l’aumento della quota di GNL americano, oltre ai 254 miliardi di euro di investimenti europei nell’economia statunitense. Nonostante questi numeri, l’Amministrazione USA, come ribadito da Lutnick, non indietreggia: il suggerimento ĆØ che l’UE “rifletta profondamente” e trovi un compromesso sulla legge sull’intelligenza artificiale e il DMA. Solo un “approccio equilibrato” sbloccherĆ una gestione congiunta delle questioni relative all’acciaio e all’alluminio.













