EUROPA – Il recente vertice del Consiglio Europeo ha delineato una tabella di marcia serrata per il prossimo bilancio pluriennale dell’UE (MFF 2028-2034), inviando un segnale chiaro sulla necessitĆ di evitare ritardi burocratici. I capi di Stato e di governo hanno esortato la presidenza entrante di Cipro, che guiderĆ il Consiglio nella prima metĆ del 2026, a dare prioritĆ assoluta ai negoziati finanziari. L’obiettivo strategico ĆØ raggiungere un accordo definitivo entro la fine del 2026. Questa tempistica non ĆØ casuale: chiudere il cerchio entro tale data permetterebbe di approvare gli atti legislativi necessari nel corso del 2027, garantendo che i fondi e i programmi europei siano operativi e accessibili ai beneficiari giĆ dal 1° gennaio 2028. Un rinvio oltre questa scadenza metterebbe a rischio la continuitĆ dei finanziamenti per la transizione verde, digitale e per la difesa comune, creando uno stallo che l’Unione, in questa fase geopolitica delicata, non può permettersi.
Urgenza a Bruxelles: il calendario per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF)
Nonostante l’apparente unitĆ sull’urgenza cronologica, il dibattito sul contenuto del bilancio resta profondamente divisivo. Il progetto di un budget UE da circa 2.000 miliardi di euro solleva forti perplessitĆ , specialmente per l’ipotesi di accorpare in un fondo unico settori storicamente distinti come la Politica Agricola Comune (PAC) e la politica di coesione. A infiammare ulteriormente il clima diplomatico ĆØ la questione dei “rebate”, i rimborsi sui contributi nazionali che alcuni Paesi beneficiari, guidati dall’Austria, chiedono di mantenere anche dopo il 2027. L’iniziativa della presidenza danese di inserire formalmente questi sconti nelle discussioni ha suscitato il forte disappunto di delegazioni chiave come Francia e Italia. Per Roma e Parigi, la persistenza di questi privilegi finanziari ĆØ inaccettabile, soprattutto a fronte della richiesta di nuove risorse proprie. Il compito di Cipro sarĆ dunque quello di mediare tra chi esige il mantenimento dei privilegi acquisiti e chi spinge per un bilancio più equo e centralizzato.












