MERCATI – Gli investitori globali stanno analizzando con cautela i dettagli del recente memorandum siglato tra Washington e Teheran, nel tentativo di capire se l’accordo possa decretare la fine definitiva del conflitto in Medio Oriente. Questa distensione ha provocato un immediato effetto sui mercati energetici: il prezzo del petrolio è in netto calo, trascinato dalla prospettiva di una riapertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz e dal ritorno sul mercato del greggio iraniano. I dettagli macroeconomici dell’intesa e le reazioni in tempo reale sono monitorati costantemente dalle principali agenzie, come riportato nei dettagliati aggiornamenti di ANSA.
L’ombra della Fed e l’incertezza dei listini
A frenare l’entusiasmo dei listini azionari non vi è solo la complessa scacchiera mediorientale, ma anche una profonda incertezza sulla traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve. I trader faticano a decifrare le prossime mosse della banca centrale americana, sospesa tra il contenimento dell’inflazione residua e il supporto alla crescita economica. Questa mancanza di spunti chiari alimenta le vendite sui titoli tecnologici e industriali più esposti al credito, lasciando le borse europee e Wall Street prive di una direzione precisa. Per una panoramica tecnica sull’andamento degli indici e dei dividendi odierni, è possibile consultare i dati di Sole 24 Ore.
SpaceX scivola a Wall Street
Nel comparto dell’innovazione e dell’aerospazio spicca la giornata di ieri fortemente negativa di SpaceX. Il titolo della compagnia di Elon Musk ha registrato un pesante scivolone, cedendo il 7% sul mercato secondario e penalizzando il sentiment del settore tech. Il combinato disposto tra prese di beneficio, la rotazione settoriale guidata dal nuovo scenario energetico e il clima di attesa per le prossime decisioni sui tassi di interesse ha spinto molti fondi a ridurre l’esposizione sui titoli growth ad alta valutazione.

















