STILE – Una recente ricerca pubblicata su JAMA, condotta su un vasto campione di quasi 132.000 partecipanti seguiti per oltre 40 anni, ha gettato nuova luce sul legame tra abitudini alimentari e salute del sistema nervoso. I dati indicano che un consumo moderato di caffè e tè può ridurre significativamente il rischio di demenza, contribuendo a preservare le funzioni mentali nel tempo. Il segreto risiederebbe nei componenti bioattivi come i polifenoli e, soprattutto, la caffeina, noti per le loro proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive. Lo studio evidenzia come l’azione combinata di queste sostanze aiuti a contrastare il danno cellulare, agendo come una vera e propria barriera preventiva contro il deterioramento cognitivo, indipendentemente dalla predisposizione genetica del soggetto.
I dosaggi ideali: perchè 2-3 tazze di caffè al giorno fanno la differenza
Secondo i risultati, il beneficio massimo si ottiene consumando 2-3 tazze di caffè americano al giorno, che corrisponderebbero a una riduzione del rischio di demenza del 18%. Risultati simili sono stati riscontrati per chi consuma 1-2 tazze di tè, mentre è interessante notare che il caffè decaffeinato non sembra offrire la stessa protezione. Questo dettaglio suggerisce che la caffeina sia il principale motore dell’effetto neuroprotettivo. Contrariamente a credenze passate, dosaggi leggermente superiori non hanno mostrato effetti negativi, confermando che queste bevande, se inserite in uno stile di vita equilibrato, rappresentano un prezioso alleato per la longevità della nostra mente.













