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Il dollaro torna bene rifugio mentre le tensioni in Medio Oriente scuotono i mercati

LUGANO – Il clima finanziario di questa mattina è segnato da un netto ritorno dell’avversione al rischio. Le nuove minacce sullo Stretto di Hormuz e l’inasprimento del confronto tra Stati Uniti, Israele e Iran stanno spingendo gli investitori verso asset considerati più sicuri. Il risultato è un rafforzamento del dollaro, un’impennata dei metalli preziosi e una crescente pressione sugli investimenti più esposti alla regione MENA, incluso il real estate degli Emirati.

Dollaro in rafforzamento

Il biglietto verde beneficia della fuga verso la sicurezza: il cambio EUR/USD a quota 1.16 segnalando un chiaro movimento risk‑off. Il rafforzamento è sostenuto anche dai rendimenti USA in salita, che rendono il dollaro ancora più attraente nei momenti di incertezza.

Oro e metalli preziosi in forte rialzo

Le tensioni geopolitiche stanno alimentando una domanda eccezionale di beni rifugio.

Pressione sugli investimenti negli Emirati: il real estate?

Il mercato immobiliare di Dubai e degli Emirati è storicamente resiliente, ma il contesto attuale introduce variabili nuove:

  • Il dirham è ancorato al dollaro, quindi il rafforzamento del USD rende gli investimenti più costosi per europei e britannici.
  • La percezione del rischio regionale aumenta, e gli investitori più sensibili potrebbero rimandare decisioni su asset illiquidi come il real estate.
  • Le tensioni sullo Stretto di Hormuz, nodo energetico globale, amplificano l’incertezza e possono generare un temporaneo raffreddamento della domanda internazionale.

Se la crisi dovesse protrarsi, la pressione sugli investimenti immobiliari negli Emirati potrebbe trasformarsi in un vero rallentamento della domanda internazionale. Se invece si intravedesse una stabilizzazione diplomatica, potremmo assistere a un rimbalzo dell’euro e a un ritorno graduale verso asset più rischiosi.

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