L’EDITORIALE – Il blocco di Hormuz e le azioni degli Houthi su Bab el‑Mandeb minacciano corridoi che valgono oltre il 15% del commercio marittimo mondiale e un quinto del petrolio via mare. Una chiusura coordinata costringerebbe le rotte Asia‑Europa a circumnavigare l’Africa, aggiungendo settimane di viaggio e premi assicurativi “war risk” già segnalati da autorità marittime e governi Ue.
L’Europa davanti al rischio di tre stretti che possono riscrivere l’economia globale
Nel Mar Nero, la vulnerabilità dei terminal energetici e dei corridoi cerealicoli ha spinto il Brent sopra 90$ e il diesel europeo verso nuovi massimi. Se questi tre choke point seguissero il modello iraniano, l’Europa vedrebbe rincari su petrolio, gas, cereali e fertilizzanti, con costi industriali in forte aumento. In questo scenario, la politica europea dovrà rafforzare le missioni navali, accelerare gli accordi energetici con Nord Africa e Mediterraneo e potenziare le scorte strategiche, come indicato nei più recenti comunicati ufficiali Ue. Ma il vero nodo politico è un altro: l’Europa deve decidere se restare spettatrice di una crisi marittima globale o diventare attore strategico, costruendo una sicurezza energetica che non dipenda più da tre stretti vulnerabili e da potenze che usano le rotte commerciali come leva geopolitica.
(Fonti: HOI News, IEA, Commissione Europea press, UNCTAD)
© hoinews.ch, riproduzione riservata
















