MILANO (ITALIA) – Milano consolida il suo status di metropoli internazionale, ma il costo da pagare per questa attrattivitĆ ricade pesantemente sul mercato immobiliare. Secondo le ultime rilevazioni del 2026, il prezzo medio delle abitazioni in cittĆ ha raggiunto la soglia dei 6.000 euro al metro quadro, trasformando il capoluogo meneghino in un vero “fortino” per investitori e grandi patrimoni. Se dopo l’Expo 2015 la cittĆ ha scalato le classifiche europee accanto a Londra e Parigi, oggi deve fare i conti con una gentrificazione galoppante. L’ascesa dei prezzi non riguarda più solo il centro storico, ma colpisce duramente anche i quartieri periferici, rendendo l’acquisto o l’affitto di un appartamento una missione quasi impossibile per giovani lavoratori, studenti e famiglie che non dispongono di ingenti capitali iniziali.
Case a prezzi record a Milano
L’aspetto più critico di questa trasformazione emerge analizzando le zone semicentrali e periferiche, dove si registrano rincari superiori al 40%. In quartieri come Feltre, viale Jenner, Bovisa o Dergano, le quotazioni medie si attestano ormai sopra i 4.500 euro al metro quadro. Come sottolineato dagli esperti del settore, un semplice bilocale in queste aree può costare tra i 250 e i 300mila euro, cifre che spingono le fasce economicamente più fragili ad allontanarsi sempre più dal nucleo urbano verso i comuni della cintura esterna. Questa polarizzazione del mercato sta cambiando il volto sociale di Milano: se da un lato la cittĆ brilla per la sua offerta commerciale e manageriale, dall’altro rischia di perdere la sua anima produttiva e giovanile, vittima di un sistema di valori immobiliari ormai insostenibili per chiunque non appartenga alle Ć©lite finanziarie.












