ECONOMIA – L’interesse delle compagnie assicurative europee per le cartolarizzazioni ha vissuto una fase di stagnazione, frenato da profili di rischio-rendimento spesso disallineati rispetto ai rigidi criteri di Solvency II. Tuttavia, il panorama è mutato radicalmente con il Regolamento Delegato della Commissione, che mira a ridurre i margini di rischio e potenziare la capacità di investimento del settore. In questo contesto, i catastrophe bond (cat-bond) emergono come strumenti privilegiati: permettono alle compagnie di trasferire i rischi catastrofali direttamente ai mercati dei capitali, beneficiando delle nuove agevolazioni per le cartolarizzazioni “semplici, trasparenti e standardizzate” (Sts). Questa spinta normativa punta a rivitalizzare il mercato del credito, offrendo alle imprese di assicurazione maggiore flessibilità nella gestione delle passività e nella diversificazione del portafoglio.
Il rilancio delle cartolarizzazioni assicurative dopo il Regolamento Delegato
Nonostante l’entusiasmo per questi strumenti, la vigilanza rimane alta per evitare le criticità sistemiche del passato. La revisione normativa di giugno 2025 ha rafforzato i requisiti di capitale e gli obblighi di due diligence, sottolineando la necessità di una supervisione europea coesa e centralizzata. Il coordinamento tra le autorità di vigilanza (Esa) è fondamentale per prevenire la frammentazione regolatoria tra gli Stati membri, specialmente per le operazioni transfrontaliere. Se da un lato i cat-bond rappresentano un’opportunità strategica per fronteggiare i cambiamenti climatici e i rischi ambientali, dall’altro richiedono una valutazione prudenziale rigorosa. Il futuro della finanza assicurativa dipenderà dunque dalla capacità di bilanciare l’innovazione finanziaria con la stabilità di gruppo, garantendo che la crescita degli investimenti non comprometta la solvibilità a lungo termine.












