CISGIORDANIA – Israele trattiene da maggio oltre 1,8 miliardi di shekel destinati all’Autorità Palestinese, pari al 60‑70% delle sue entrate, causando una crisi definita “insostenibile” dai funzionari di Ramallah. La sospensione dei trasferimenti fiscali, decisa dal ministro delle Finanze Smotrich, impedisce il pagamento di stipendi e servizi essenziali, aggravando il rischio di collasso economico in Cisgiordania. Francia, Germania, Italia e Regno Unito definiscono “ingiustificabile” la trattenuta dei ricavi fiscali e chiedono a Israele di sbloccare immediatamente i fondi dovuti all’Anp.
















