INVESTIMENTI – Credito Specializzato: l’Europa offre le migliori opportunità. A cura di Nicolò Miscioscia di DECALIA. Sebbene il mercato statunitense sia più profondo e maturo, la sua omogeneità ha portato a un livello di competizione estrema. Al contrario, il “patchwork” europeo di barriere legali, culturali e linguistiche genera un premio per la complessità che favorisce i gestori dotati di una profonda competenza locale. L’Europa rimane un insieme di mercati distinti: questa eterogeneità riduce significativamente il numero di operatori in grado di operare efficacemente su scala continentale.
- Barriere linguistiche e culturali: l’origination di opportunità di credito off-market nel segmento lower mid-market europeo richiede una presenza locale diretta.
- Frammentazione legale: i regimi fallimentari variano in modo significativo: mentre la procedura di “Administration” nel Regno Unito è ben consolidata e ampiamente compresa, i precedenti legali in Paesi come Germania o Francia tendono a privilegiare stakeholder differenti, richiedendo strutture legali su misura per ogni singola operazione.
- Ostacoli regolamentari: la BCE e la BEI (2023–2025) continuano a segnalare che “barriere legali fondamentali” nei servizi nelle normative nazionali restano irrisolte. Ciò impedisce la scalabilità di massa dei fondi di credito, lasciando spazio agli operatori di Credito Specializzato
Credito Specializzato: l’Europa offre le migliori opportunità
Se da un lato la frammentazione del mercato europeo crea un “fossato di complessità” che protegge rendimenti elevati, dall’altro rappresenta un vero e proprio paradosso per gli investitori: le stesse barriere che generano alpha rendono estremamente difficile costruire un’allocazione strutturata e diversificata. A differenza del mercato statunitense, dove è possibile ottenere un’esposizione ampia attraverso pochi “mega-fund”, il segmento europeo del Credito Specializzato richiede un approccio molto più granulare e laborioso.
- Iper-specializzazione: molti gestori sono “campioni locali”. Una società può vantare 20 anni di esperienza nel distressed nordico ma non avere alcuna presenza nella ristrutturazione spagnola. Per l’investitore, ciò significa che un singolo fondo raramente offre una vera diversificazione europea, ma piuttosto un’esposizione concentrata su una specifica area geografica o sistema legale.
- Affaticamento «da due diligence»: secondo Allianz Global Investors (Outlook 2026), la sovraperformance in questo ambito dipende da “analisi rigorosa e underwriting disciplinato”. Per un investitore istituzionale, svolgere la due diligence su 10 gestori specialistici in 10 giurisdizioni diverse è esponenzialmente più costoso.
- Dimensioni ridotte delle operazioni: molte delle migliori opportunità europee si trovano nel lower-middle market (società con EBITDA tra 10 e 50 milioni di euro). Per grandi fondi pensione o fondi sovrani è difficile operare in questo segmento senza aumentare significativamente il numero di gestori in portafoglio, con conseguente incremento dei costi amministrativi.
- Rispetto delle scadenze vs. diversificazione: se da un lato questi gestori tendono a rispettare meglio le scadenze, non essendo legati al ciclo del private equity, dall’altro questa “indipendenza” comporta flussi di cassa più irregolari e meno prevedibili. Ciò rende più complessa la costruzione di un portafoglio.
Conclusione
Il mercato europeo del Credito Specializzato offre un premio strutturale per la complessità, sostenuto dalla frammentazione tra sistemi legali, lingue e regimi di ristrutturazione. Tuttavia, la stessa frammentazione aumenta la dispersione esecutiva e rende più difficile un accesso strutturato e diversificato. Di conseguenza, per cogliere l’opportuintà è necessario affidarsi a piattaforme di livello istituzionale, capaci di coordinare origination, underwriting e gestione del rischio su base multi-giurisdizionale in tutta Europa.














