MONDO – La tensione tra Cina e Taiwan ha raggiunto nuovi picchi dopo la visita della vicepresidente Hsiao Bi-khim a Bruxelles. Pechino ha condannato duramente il Parlamento Europeo, accusandolo di violare il principio della “One China” e di sostenere attivitĆ separatiste. Mentre eurodeputati come Miriam Lexmann difendono l’autonomia di Taipei citando le risoluzioni ONU, la crisi si ĆØ estesa a Giappone e Stati Uniti. La premier nipponica Sanae Takaichi ha definito un eventuale attacco all’isola una minaccia alla sopravvivenza del Giappone, scatenando l’ira del ministro cinese Wang Yi. Il gelo diplomatico ĆØ culminato al G20 di Johannesburg, segnando una rottura profonda nei rapporti tra le potenze dell’Estremo Oriente.
Corsa agli armamenti: Taiwan Dome e il sostegno degli Stati Uniti
Sul piano militare, il presidente William Lai Ching-te ha denunciato l’accelerazione dei preparativi bellici del “Dragone”, rispondendo con il Taiwan Dome, un piano di difesa aerea da 34 miliardi di euro. Nonostante gli appelli alla moderazione, gli USA hanno autorizzato una vendita record di armi a Taipei per 11 miliardi di dollari, inclusi i sistemi HIMARS. In questo scenario, l’Unione Europea appare divisa: la necessitĆ di una politica estera unitaria e di una governance federale diventa prioritaria per gestire i rapporti con Taiwan oltre l’ambito commerciale, evitando che il conflitto ucraino e l’asse Cina-Russia destabilizzino definitivamente l’equilibrio globale.













