MONDO – La Francia accelera sulla sovranità di Beirut. Il ministro degli Esteri, Jean-Noël Barrot, ha delineato la linea di Parigi: rafforzare le Forze Armate Libanesi (LAF) affinché ottengano il monopolio della forza e procedano al disarmo di Hezbollah. Con la chiusura della missione UNIFIL prevista per la fine del 2026, l’esercito regolare è chiamato a trasformarsi da forza di supporto a unico garante della sicurezza nazionale. La conferenza internazionale del 5 marzo a Parigi sarà il palcoscenico decisivo per raccogliere i fondi e i mezzi necessari a sostenere questa transizione epocale, sfruttando l’attuale indebolimento dell’influenza iraniana nella regione.
Esercito in Libano dopo l’UNIFIL
Il successo del piano francese dipende però dalla capacità di superare le storiche ambiguità politiche del Paese. Nonostante l’esercito abbia avviato la prima fase di smobilitazione tra il fiume Litani e il confine israeliano, Hezbollah mantiene intatto il suo arsenale a nord dell’area. Il rischio è che, senza un solido patto politico nazionale, l’esercito si ritrovi schiacciato tra le pressioni di Israele e Stati Uniti e la necessità di preservare l’equilibrio interno tra le diverse confessioni. Se il “passaggio di consegne” tra i caschi blu e lo Stato fallisse, il Libano rischierebbe di scivolare in un nuovo vuoto strategico pericoloso per l’intero Levante.













