IMPRESA – La crisi di Stellantis assume una dimensione continentale: dopo gli stop in Italia, il gruppo ha annunciato una serie di chiusure temporanee che coinvolgono cinque importanti stabilimenti produttivi in Europa. La decisione, che tocca siti in Germania, Italia, Francia, Polonia e Spagna, è stata comunicata ufficialmente per “adeguare il ritmo di produzione a un mercato giudicato difficile” e per gestire l’eccesso di scorte in un contesto di domanda stagnante. Tra gli stop più significativi c’è quello di Poissy, vicino Parigi, dove la produzione sarà sospesa per ben 15 giorni a ottobre, con circa 2.000 dipendenti in cassa integrazione. Un’interruzione definita “senza precedenti” dai sindacati francesi, che alimenta il crescente timore per il futuro strutturale del gruppo. Anche in Italia, la fabbrica di Pomigliano d’Arco (Napoli) vedrà la sospensione delle attività sulle linee di produzione di Fiat Panda e Alfa Romeo Tonale per diversi giorni. Le misure si estendono a Eisenach (Germania), Tychy (Polonia) e agli impianti spagnoli di Saragozza e Madrid, evidenziando una difficoltà che non è più circoscritta.
Chiusure temporanee da Parigi a Tychy
Le motivazioni aziendali, che parlano di “misura necessaria” per bilanciare l’offerta prima di fine anno, non riescono a placare l’ansia dei sindacati, i quali vedono in questi blocchi temporanei un possibile preludio a ridimensionamenti strutturali e, in ultima analisi, a chiusure definitive. La preoccupazione è aggravata dal fatto che la crisi di Stellantis non è isolata: l’intera industria automobilistica europea è sotto forte pressione. Il contesto attuale è caratterizzato dal calo della domanda interna, dalla crescente e aggressiva concorrenza dei marchi cinesi e dall’incertezza legata ai costi e alle sfide della transizione all’elettrico. Anche il leader europeo Volkswagen ha recentemente rivisto al ribasso le sue previsioni e parla di una maxi-ristrutturazione con potenziali esuberi. Questo scenario dipinge un quadro di profonda trasformazione per il settore, dove le decisioni di Stellantis in Europa, dall’Alfa Romeo Tonale alla Fiat Panda, simboleggiano una sfida che rischia di ridisegnare la geografia produttiva del continente e mettere a rischio migliaia di posti di lavoro.




