MONDO – L’incontro annuale del World Economic Forum (WEF) 2026 si conferma come uno dei pilastri della politica economica e sociale globale, trasformando Davos, dal 19 al 23 gennaio, nel cuore pulsante del dialogo internazionale. Quest’anno sono attesi oltre 2500 delegati provenienti dai settori scientifico, culturale, economico e politico, inclusi circa 300 leader protetti dal diritto internazionale, tra cui capi di Stato e ministri. Il Consiglio federale svizzero e le autorità cantonali sottolineano l’importanza strategica di questo evento, che permette alla Svizzera di consolidare la sua storica tradizione di Paese ospitante e di coltivare relazioni di altissimo livello. Con la presenza di 400 operatori dei media, l’incontro non è solo un momento di networking, ma una piattaforma fondamentale per la ricerca di soluzioni condivise alle sfide moderne, sostenuta con orgoglio dalla comunità locale che vede nel WEF un volano essenziale per l’occupazione e l’indotto turistico.
Oltre 2500 leader a confronto: programma, sicurezza e impatto del World Economic Forum
Garantire l’ordine pubblico per una manifestazione di tale portata richiede una macchina organizzativa complessa, con spese per la sicurezza stimate in circa 9 milioni di franchi. Questo investimento è gestito attraverso un modello di finanziamento tripartito che copre il periodo 2025–2027: la Fondazione WEF contribuisce al 50%, mentre la quota restante è suddivisa tra la Confederazione (25%), il Cantone dei Grigioni (21,67%) e il Comune di Davos (3,33%), con il supporto di Klosters. L’impiego dell’esercito in servizio d’appoggio, regolato da specifici decreti federali, assicura che il forum si svolga in un ambiente protetto e professionale. Al di là dei costi, i benefici in termini di visibilità internazionale e prestigio per il territorio grigionese sono incalcolabili, riaffermando il ruolo della Svizzera come mediatore neutrale e centro d’eccellenza per i grandi congressi mondiali dedicati al futuro del nostro pianeta.














