NEPAL – Diecimila ponti sospesi in Nepal, la Svizzera collabora alla costruzione post terremoto.
I PONTI SOSPESI IN NEPAL
Il Nepal inaugura oggi il ponte sospeso numero 10.000. La Svizzera sostiene la costruzione di ponti in Nepal dal 1960. Alla fine del 2023 la Direzione dello sviluppo e della cooperazione concluderà questo lungo e proficuo progetto. Il Governo nepalese si farà quindi pienamente carico della costruzione dei ponti e del loro finanziamento. In seguito al terremoto del 4 novembre, l’ambasciata svizzera a Kathmandu ha messo a disposizione 50.000 franchi per aiuti d’emergenza. Oltre che dal sostegno in queste situazioni, la Svizzera e il Nepal sono legati da oltre 60 anni di cooperazione internazionale. Con una topografia molto accidentata, caratterizzata da oltre 6000 fiumi e torrenti, il Nepal beneficia infatti dal 1960 del sostengo per la costruzione di ponti pedonali. Questi ponti sono volti a consentire alle popolazioni delle zone più remote un migliore accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione.
I PROGETTI E LA COSTRUZIONE
L’approccio adottato è cambiato radicalmente nel corso del tempo: se in una fase iniziale era realizzare direttamente i progetti edili, ben presto la priorità è stata data al trasferimento delle capacità alle comunità locali. Dalla trasformazione del Paese in uno Stato federale con la nuova Costituzione del 2015, la cooperazione ha rafforzato anche le competenze dei tre livelli amministrativi Stato federale, province e Comuni nella costruzione, nella manutenzione e nella gestione dei ponti. L’approccio iniziale puramente tecnico si è quindi allargato per includere la partecipazione civica e il buongoverno. Dal momento che oggi le autorità nepalesi dispongono delle risorse e delle conoscenze tecniche necessarie per portare avanti il progetto. La Svizzera porterà a termine il proprio sostegno in questo campo alla fine del 2023.

















