Nato islamica? L’ingresso di Ankara riapre il dossier: Turchia nel patto Pakistan–Arabia Saudita

LUGANO - La richiesta della Turchia di entrare nell’alleanza militare tra Pakistan e Arabia Saudita ha riacceso i radar geopolitici: è la nascita della...
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giovedì 22 Gennaio 2026
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Trump punta alla Groenlandia, ma a Davos lo attende freddezza diplomatica

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Difesa della sovranità in Groenlandia: la risposta alle mire espansionistiche degli Stati Uniti

MONDO – La Groenlandia è diventata improvvisamente il nuovo epicentro della geopolitica mondiale dopo che gli Stati Uniti, attraverso il vicepresidente JD Vance, hanno ribadito la volontà di assumere il controllo dell’isola per ragioni di sicurezza nazionale. La risposta dell’Europa non si è fatta attendere: piccoli ma significativi contingenti militari provenienti da Germania, Francia, Svezia, Norvegia e Danimarca sono giunti a Nuuk per l’esercitazione “Operation Arctic Endurance”. Questa mossa, sostenuta con forza dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, mira a blindare simbolicamente la sovranità danese sull’isola, cercando di prevenire eventuali colpi di mano da parte di Washington dopo il fallimentare vertice diplomatico avvenuto nei giorni scorsi. Mentre la Germania ha inviato una squadra di ricognizione e la Francia annuncia l’arrivo di mezzi aerei e navali, l’obiettivo è chiaro: dimostrare che l’isola non è un territorio in vendita, ma un partner strategico difeso dall’Unione.

Tensioni nell’Artico in Groenlandia

In questo clima di crescente militarizzazione, le reazioni internazionali sono contrastanti e delineano nuove fratture. Il Cremlino ha espresso forte fastidio per quello che definisce lo “spirito militarista” dell’Alleanza, sottolineando come i dissidi interni alla NATO sulla questione groenlandese rendano imprevedibili gli equilibri nell’Artico. All’interno dell’UE, se da un lato si raddoppiano i sostegni finanziari a favore di Nuuk, dall’altro emergono divergenze politiche: mentre il blocco centrista e progressista ha firmato un documento a tutela della sovranità dell’isola, i conservatori di ECR si sono sfilati per non alimentare uno scontro diretto con gli USA. Anche le singole nazioni procedono con cautela: se la Spagna valuta l’invio di truppe, l’Italia rimane in una posizione defilata, con il ministro Tajani che punta tutto sul dialogo diplomatico escludendo l’impiego diretto di soldati, cercando così di mediare tra la lealtà europea e lo storico legame con l’alleato americano.

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