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Difesa, scontro USA-UE: Washington minaccia ritorsioni contro il “Buy European”

EUROPA – Il clima tra Washington e Bruxelles si fa teso sul fronte della difesa. Il Dipartimento di Stato e il Pentagono hanno espresso una ferma opposizione alla strategia “Buy European” che l’Unione Europea vorrebbe introdurre nella revisione della direttiva sugli appalti militari. Gli USA definiscono “sbagliata” ogni deriva protezionista, sottolineando che limitare l’accesso dell’industria americana alle gare d’appalto degli Stati membri danneggerebbe la cooperazione transatlantica. La Casa Bianca non si limita alla critica diplomatica, ma lancia un avvertimento diretto: se l’UE dovesse implementare clausole vincolanti di preferenza continentale, Washington è pronta a rivedere le deroghe al proprio “Buy American”. Questo scenario comporterebbe la revoca degli accordi bilaterali RDPA, firmati già da 19 Paesi UE, sbarrando di fatto alle aziende europee l’accesso agevolato al mercato della difesa statunitense. Una ritorsione che congelerebbe anni di integrazione industriale e reciproci vantaggi economici nel settore della sicurezza.

Gli Stati Uniti avvertono Bruxelles: lo stop alle aziende americane porterebbe alla chiusura totale del mercato “Buy American” per l’Europa

Nonostante il sostegno dichiarato al riarmo europeo e al rafforzamento della base industriale della Difesa UE, l’amministrazione americana chiarisce che tali sforzi non devono indebolire la sinergia transatlantica né compromettere la capacità collettiva di fornire equipaggiamenti ai combattenti. Secondo gli Stati Uniti, la spinta della Commissione Europea verso una preferenza interna violerebbe gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta USA-UE sul commercio, che prevede invece un aumento sostanziale degli acquisti di attrezzature militari americane. Per Washington, la cooperazione industriale non deve diventare un gioco a somma zero, dove il protezionismo di una parte giustifica la chiusura dell’altra. Il rischio è una guerra commerciale nel comparto tecnologico e militare che, oltre a danneggiare le imprese, potrebbe minare la stabilità geopolitica globale proprio in una fase delicata per la sicurezza internazionale, trasformando gli alleati storici in competitori ostili.

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