EUROPA – L’Unione Europea traccia la rotta per sostenere l’incremento delle spese militari senza compromettere la stabilità dei conti pubblici o i servizi sociali. Il Commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha delineato una strategia chiara: riformare il mix fiscale nazionale spostando il prelievo dai fattori produttivi a fonti meno penalizzanti per la crescita. L’obiettivo è sfruttare la flessibilità del Patto di Stabilità per garantire una transizione fluida verso budget della difesa più elevati, suggerendo ai governi di alleggerire la pressione sul lavoro e sulle imprese per concentrarsi su asset differenti, garantendo così una sostenibilità finanziaria di lungo periodo.
Spostare il carico fiscale per finanziare la sicurezza senza tagli al Welfare
Questa “ricetta” europea punta su tre pilastri fondamentali: l’applicazione rigorosa del principio “chi inquina paga” attraverso le tasse verdi, l’incremento della tassazione su proprietà e grandi patrimoni, e un contrasto serrato all’evasione fiscale. Sebbene politicamente sensibile, questo spostamento del carico fiscale è ritenuto essenziale per liberare risorse destinate alla sicurezza comune senza gravare sulle fasce deboli. La sfida per gli Stati membri sarà quella di bilanciare queste riforme strutturali con il consenso elettorale, trasformando la necessità di difesa in un’opportunità per rendere i sistemi fiscali più moderni, equi e orientati alla sostenibilità ambientale.














