LUGANO – Un potente gruppo di anglicani conservatori ha esortato i suoi membri a boicottare le riunioni convocate dall’arcivescovo di Canterbury e a fermare qualsiasi contributo finanziario all’attuale leadership, aggravando una lunga spaccatura all’interno della chiesa.
La frattura si concentra soprattutto in Africa, Asia e America Latina, dove si trovano le chiese che compongono la maggior parte del blocco conservatore GAFCON, oggi responsabile di circa l’80% degli anglicani praticanti nel mondo. È da queste regioni che arrivano gli appelli ufficiali a boicottare le riunioni convocate dall’arcivescovo di Canterbury e a sospendere i contributi finanziari agli organi centrali della Comunione. Secondo i comunicati diffusi dal movimento, il motivo principale è la perdita di fiducia nella leadership di Canterbury, accusata di aver assunto posizioni troppo progressiste su temi dottrinali chiave:
- benedizione delle coppie dello stesso sesso,
- possibilità per il clero di avere partner dello stesso sesso,
- ruolo delle donne nella gerarchia, culminato con la nomina di Sarah Mullally come prima donna arcivescovo di Canterbury, evento che ha accelerato la rottura.
Il blocco conservatore sostiene che Canterbury non rappresenti più la maggioranza globale degli anglicani e ha annunciato la creazione di una struttura alternativa di comunione, dichiarando di non riconoscere più l’autorità storica dell’arcivescovo.
















