MONTENEGRO – Al vertice di Tivat, l’Italia conferma il sostegno all’ingresso dell’Ucraina nella Ue, ma chiede che la precedenza resti ai Balcani occidentali, considerati strategici per stabilità e sicurezza del continente.
La cittadina montenegrina, affacciata sulle Bocche di Cattaro e oggi vetrina delle ambizioni europee della regione, accoglie i leader Ue per discutere integrazione, crescita e sicurezza. Il confronto si concentra sullo stato dei negoziati, sul Piano di crescita per i Balcani occidentali e sul ruolo dell’allargamento come strumento di stabilizzazione europea.
Le dichiarazioni ufficiali di Francia e Germania confermano una linea comune con Roma sul processo di allargamento: Parigi ribadisce che l’ingresso dell’Ucraina deve procedere “in parallelo ma non a scapito” dei Balcani occidentali, richiamando la necessità di riforme interne all’Ue prima di nuovi allargamenti. Berlino, attraverso il Ministero degli Esteri tedesco, sottolinea che l’Ucraina merita un percorso credibile verso l’adesione, ma che i Paesi dei Balcani occidentali — già impegnati da anni nei negoziati — devono vedere “progressi tangibili” e un’accelerazione del Piano di crescita per la regione, confermando il pieno sostegno tedesco alla loro integrazione europea.
Dunque tutti i Big europei convergono su un punto: i Balcani occidentali devono mantenere la priorità nel processo di allargamento, mentre l’Ucraina prosegue il suo percorso negoziale in parallelo. Per Parigi, Berlino e Roma l’importante è che l’Unione si riformi dall’interno, rafforzando governance, capacità decisionali e strumenti finanziari, così da rendere sostenibile un’Unione più ampia e più stabile nel lungo periodo.
















