LIGORNETTO – “Disegna come scolpisce” fogli scelti dalla collezione del Museo Vincenzo Vela.
DISEGNA E SCOLPISCE, AL MUSEO VELA
Il Museo conserva 320 fogli attribuiti a Vincenzo Vela, di cui una sessantina bifacciali, su carte di qualità e dimensione variabili. A partire da questo nucleo si sviluppa la mostra-dossier «Disegna come scolpisce. Fogli scelti dalla collezione del Museo Vincenzo Vela» che è aperta al pubblico. Il titolo dichiara esplicitamente l’intenzione delle curatrici nel proporre una disamina metodologica su come la produzione grafica dell’artista sia in diretta relazione con il suo lavoro tridimensionale di scultore e plasticatore, suggerendo l’influsso di quest’ultima attività su quella di disegnatore. Presentata durante il convegno «Vincenzo Vela. Temi e studi a confronto», a chiusura della prima giornata di lavori, l’esposizione occupa quattro sale al primo piano del Museo ed è divisa in sei sezioni tematiche: Scala, linee e misure; Da più punti di vista; I monumenti a Vittorio Emanuele II; Figura e basamento; Figura frontale. Nel campo del disegno, l’interesse di Vela verte sulla figura. L’artista studia e varia la postura dei corpi, attraverso la quale dà espressione a sentimenti come la fierezza, la risolutezza, la partecipazione emotiva e la tristezza.
IL MUSEO
Il Museo Vincenzo Vela appartiene al novero delle più importanti case d’artista dell’Ottocento europeo. Ideata dal grande scultore realista ticinese Vincenzo Vela (1820-91) all’apice della sua carriera e trasformata in museo pubblico dopo la sua donazione allo Stato elvetico, accanto alla gipsoteca monumentale di Vincenzo Vela, il museo conserva i lasciti dello scultore Lorenzo Vela (1812-97) e del pittore Spartaco Vela (1854-95), una notevole quadreria ottocentesca di pittura lombarda e piemontese, nonché centinaia di disegni autografi e una delle più antiche collezioni fotografiche private svizzere. Arte e storia dell’Ottocento italiano e svizzero si intrecciano in un unicum, attraverso i magnifici ritratti dei protagonisti del Risorgimento, mentre la presenza di alcuni elementi che ricordano il carattere privato della residenza e il parco panoramico, conferiscono a questo luogo il carattere di opera d’arte totale. Ristrutturato interamente dall’architetto Mario Botta, il museo è ubicato ai piedi del Monte San Giorgio (patrimonio Unesco per l’umanità), a 500 metri dal confine con l’Italia. Vi vengono organizzate regolarmente delle mostre temporanee.


















