BERNA – Dove vanno i materiali nucleari svizzeri all’estero?
I MATERIALI NUCLEARI ALL’ESTERO
Dall’entrata in vigore della nuova legge sull’energia nucleare e dell’ordinanza sull’applicazione delle salvaguardie, tutti i materiali nucleari che si trovano all’estero, ma di proprietà svizzera, devono essere notificati annualmente alle autorità di sorveglianza. L’Ufficio federale dell’energia ha pubblicato l’elenco dei materiali per il 2023. Materiali nucleari di proprietà degli esercenti degli impianti nucleari svizzeri si trovano in Germania, Francia, Gran Bretagna e in Stati Uniti d’America. Le variazioni rispetto all’anno precedente sono da ricondurre all’acquisizione di uranio e alla sua trasformazione in elementi combustibili, fattori che dipendono da esigenze economiche e di esercizio. In Svizzera ci sono cinque centrali nucleari: Beznau I & II, Mühleberg, Gösgen e Leibstadt. Oltre alle centrali nucleari, sono in funzionamento tre reattori di ricerca: all’Istituto Paul Scherrer di Würenlingen, al Politecnico federale di Losanna e all’Università di Basilea. E per finire, anche il deposito intermedio nazionale per le scorie radioattive ZWILAG di Würenlingen viene sorvegliato dall’IFSN.
IN SVIZZERA
In Svizzera l’energia nucleare è utilizzata esclusivamente a scopi pacifici: per la produzione di energia elettrica e per applicazioni nei settori della medicina, dell’industria e della ricerca. L’utilizzazione dell’energia nucleare ha preso avvio nel maggio del 1957 con la messa in esercizio del primo reattore di ricerca. Per coprire il fabbisogno di elettricità in forte crescita, negli anni Sessanta il Consiglio federale si è espresso a favore del passaggio diretto dall’energia idroelettrica, già quasi interamente sfruttata, all’energia nucleare. Lo sfruttamento commerciale dell’energia nucleare è iniziato nel 1969 con la messa in servizio della centrale di Beznau I, seguita nel 1972 dalle centrali di Beznau II e Mühleberg, nel 1979 da quella di Gösgen e nel 1984 da quella di Leibstadt.




