SVIZZERA – Al 1º marzo 2025, l’esercito svizzero registrava un effettivo di 146.718 militari incorporati. Nonostante questo numero, che supera i 140.000 necessari per l’“effettivo reale”, la prospettiva futura è allarmante. L’obiettivo primario di mantenere la piena capacità operativa è messo a repentaglio dall’elevato tasso di partenze anticipate. L’effettivo del 2025 è già calato di 256 unità rispetto all’anno precedente. Per garantire i 99.101 posti dell’“effettivo regolamentare” necessari ai compiti dell’esercito, il trend deve essere invertito. Sebbene il 72,25% dei militari debba ancora prestare i giorni di servizio, la proiezione futura evidenzia una grave lacuna di personale per i corsi di ripetizione.
Fine della transizione e previsioni critiche al 2029
L’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs), avviato nel 2018, aveva temporaneamente esteso a dodici anni il periodo di incorporazione per alcune classi, generando un effimero aumento dell’effettivo. Questo periodo transitorio, volto a garantire la stabilità numerica, sta per concludersi. Le ultime classi interessate dal prolungamento saranno prosciolte tra il 2028 e il 2029. Poiché l’esercito perde ogni anno oltre 11.000 militari a causa delle partenze in anticipo, le previsioni indicano un crollo dell’effettivo reale a soli 125.000 militari entro il 2029. L’aumento, seppur leggero, della quota femminile all’1,7% non è sufficiente a compensare la perdita, rendendo la gestione delle partenze la maggiore sfida per l’Esercito 2025-2029.

















