SVIZZERA – A seguito del tragico incendio di Crans-Montana, la Svizzera ha messo in campo uno sforzo di coordinamento senza precedenti per garantire la salute dei propri cittadini. Tra il 21 e il 30 gennaio 2026, due Swiss Contact Team (SCT), composti da esperti di medicina delle catastrofi e specialisti nel trattamento delle ustioni, hanno visitato i 25 pazienti svizzeri o residenti attualmente ricoverati in cliniche d’eccellenza in Belgio, Germania, Francia e Italia. Questi trasferimenti internazionali sono stati resi possibili dall’attivazione dell’Union Civil Protection Mechanism (UCPM), un protocollo dell’Unione Europea dedicato agli eventi straordinari. Gli specialisti elvetici, tra cui i rinomati professori Mette Berger e Clemens Maria Schiestl, hanno confermato che l’assistenza medica fornita dai partner europei è stata eccellente e che la solidarietà tra i vari centri ustionati ha permesso di gestire una situazione di estrema criticità clinica.
Gli Swiss Contact Team hanno concluso le visite ai pazienti svizzeri ricoverati nei centri grandi ustionati d’Europa
Il lavoro svolto sul campo ha permesso di stabilire una base operativa fondamentale per la pianificazione del rientro in Svizzera. Durante le visite, i team hanno dialogato intensamente con i medici locali e i familiari, fornendo supporto psicologico e organizzativo in collaborazione con la Croce Rossa e il Corpo svizzero di aiuto umanitario. Sebbene alcuni pazienti abbiano presentato ancora condizioni critiche, per altri è stato già programmato il ritorno in patria nei prossimi giorni, sempre nel rispetto delle tempistiche terapeutiche ottimali. I dati raccolti dagli SCT sono stati trasmessi alla Rete nazionale per la medicina delle catastrofi (KATAMED) e all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che hanno avviato il coordinamento con le cliniche di riabilitazione di Bellikon e Sion. Questo modello di cooperazione ha dimostrato come l’integrazione tra le ambasciate svizzere e i sistemi sanitari esteri sia stata determinante per offrire il miglior trattamento possibile alle vittime di Crans-Montana.












