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Già nei prezzi il miglior scenario possibile? Ecco perché la Federal Reserve rimarrà hawkish

MALTA – Già nei prezzi il miglior scenario possibile? Ecco perché la Federal Reserve rimarrà hawkish.

di Carlo De Luca (Responsabile AM) e Alessio Garzone (Senior Analyst) di Gamma Capital Markets

GIÀ NEI PREZZI IL MIGLIOR SCENARIO POSSIBILE? ECCO PERCHÉ LA FEDERAL RESERVE RIMARRÀ HAWKISH

Il ribilanciamento dei pesi di Big Tech all’interno dell’indice Nasdaq non ci preoccupa assolutamente, in quanto c’è tempo fino al 31 luglio per sistemare le allocazioni da parte di fondi ed ETF. In aggiunta a questo, qualora nelle trimestrali in corso dovessero venire annunciati nuovi e importanti buy back (come quello da 70 miliardi di dollari realizzato da Alphabet nel corso del primo trimestre 2023), ce ne sarebbe già abbastanza per far passare il reshuffle in secondo piano. Eppure, potremmo trovarci di fronte comunque ad un vero e proprio “sell on the news”, persino di fronte a buyback importanti, in quanto le notizie positive sono già incorporate nei prezzi.

UNA SETTIMANA CRUCIALE

Piuttosto, quella che stiamo attraversando è una settimana cruciale per gli aggiornamenti che arriveranno dalle banche centrali (il FOMC si riunisce mercoledì 26 e la BCE giovedì 27 luglio) e da alcune delle maggiori società americane che pubblicheranno i bilanci del secondo semestre dell’anno. Sarà molto importante riuscire a decodificare i messaggi che arriveranno da Corporate America, in particolare capire se vedremo risultati che superano nuovamente le aspettative e soprattutto se saranno in grado di fornire una spinta ulteriore al mercato. A guardarlo ad una certa distanza, infatti, non sembra che vi sia una bolla, piuttosto, semplicemente che le buone notizie siano già state scontate. Non crediamo che riesca a formarsi una vera recessione. Dal punto di vista dell’analisi tecnica, gli indici continuano a strappare al rialzo e questo genera il pericolo che di fronte ad una risalita continua, il primo dato in uscita che sorprenda negativamente possa prendere davvero tutti in contropiede e segnare a porta vuota. Quanto visto su IBM, Tesla e Netflix (delusione nonostante i risultati abbiano battuto le stime) è il classico sell on the news. Un film che rischiamo di rivedere anche questa settimana con altri titoli.

L’INFLAZIONE È DAVVERO SOTTO CONTROLLO?

Per tutti gli operatori – Presidente della Fed in primis – è sempre meglio trovarsi a gestire delle crescite graduali piuttosto che dei bruschi movimenti in entrambe le direzioni. Infatti non dimentichiamoci che il convitato di pietra rimane sempre l’inflazione. Oggi la Fed tende ad osservare, per quanto in maniera “ufficiosa”, anche i mercati finanziari e a calmierare i movimenti dell’eurodollaro e di Borse passate dall’eccesso di panico all’eccesso di euforia attuale. L’inflazione è davvero sotto controllo? O si tratta semplicemente di un riaggiustamento della componente energetica? Cosa succederebbe se i prezzi del petrolio e del gas dovessero improvvisamente risalire per cause esogene? O per un improvviso rimbalzo dei consumi in Cina? Senza dimenticare che, a causa dei divieti incrociati, la guerra dei chip tra Usa e Cina prosegue determinando ulteriori colli di bottiglia e surriscaldamenti nei prezzi dei semiconduttori, vitali per tutta l’industria avanzata dell’Intelligenza artificiale. Schermaglie all’interno di una partita sulla quale si gioca la leadership mondiale

LE GESTIONI

Le nostre gestioni attualmente hanno registrato un’uscita dalle Giant cap tecnologiche per entrare sui titoli dei semiconduttori e dell’I.A. che riteniamo più sottovalutati. Insieme alle decisioni delle banche centrali, da monitorare con estrema attenzione anche il prossimo dato sull’inflazione Usa che uscirà giovedì 10 agosto. Ci troviamo ancora all’interno di una situazione straordinaria dovuta al fatto che il movimento al rialzo del 2023 si è rivelato troppo repentino tanto che i prezzi attuali scontano già il miglior scenario possibile per l’anno in corso. Qualsiasi sassolino dovesse entrare malauguratamente in questo ingranaggio potrebbe incepparlo. Noi non ci stupiremmo, ad esempio, se la Fed dovesse anticipare l’andamento puntuale dell’inflazione già questa settimana per giustificare il suo immobilismo sui tassi e un tono un po’ più aggressivo. A mettersi nei panni del diavolo Powell, a cosa gli gioverebbe vestire quelli della candida colomba in questo momento?

 

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