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Hiroshima: 80 anni dopo, da Ginevra un monito per la corsa agli armamenti nucleari

SVIZZERA – Hiroshima, 6 agosto 1945. Una data che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità. Ottant’anni dopo, la testimonianza di sopravvissuti come Michiko Kodama rimane un monito potente e doloroso. Il suo racconto, di un bagliore indescrivibile e di corpi ustionati, ci riporta alla devastazione causata dalla prima e unica bomba atomica mai usata in guerra. L’esplosione a Hiroshima distrusse circa 10 chilometri quadrati e causò la morte di circa 135.000 persone. La storia di Kodama non è solo un ricordo del passato, ma un avvertimento urgente per il presente. In un mondo sempre più frammentato, stiamo assistendo a una nuova e pericolosa corsa agli armamenti nucleari, che, secondo esperti e organizzazioni internazionali, potrebbe portare a una catastrofe globale. I negoziati sul disarmo a Ginevra sono in stallo, mentre la spesa militare per le armi atomiche è aumentata drasticamente negli ultimi cinque anni. Il rischio di un conflitto nucleare è oggi più alto che mai, come sottolinea Melissa Parke, direttrice esecutiva di ICAN, l’organizzazione vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2017. L’Orologio dell’apocalisse, gestito dal Bulletin of the Atomic Scientists, è stato spostato a soli 89 secondi dalla mezzanotte, il suo avvertimento più drammatico finora. Questo riflette i timori legati a conflitti attuali che potrebbero degenerare, come la guerra in Ucraina, l’escalation tra India e Pakistan e le tensioni con l’Iran. La retorica e l’uso delle armi nucleari come strumento di potere stanno aumentando il rischio di errori di valutazione catastrofici.

La lotta globale per il disarmo: il Trattato TPNW

Il mondo si trova a un bivio: da una parte, l’urgenza di vietare la bomba atomica, dall’altra, il riarmo e la crescente spesa militare. Il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW), promosso da ICAN e basato a Ginevra, rappresenta il primo accordo internazionale che vieta completamente queste armi devastanti. Nonostante i progressi, la situazione globale è allarmante. Negli ultimi anni, la spesa per le armi nucleari è aumentata vertiginosamente. Tutti e nove gli Stati dotati di armi nucleari – Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord – hanno incrementato i loro investimenti annuali in questo settore. Gli Stati Uniti guidano la classifica, seguiti da Russia e Cina, alimentando una spirale pericolosa. Questo aumento non solo drena risorse economiche che potrebbero essere utilizzate per scopi umanitari, ma aumenta anche la probabilità di un incidente o di un uso intenzionale delle armi nucleari. Héloïse Fayet dell’Istituto francese di relazioni internazionali sottolinea come il ritorno delle armi nucleari come strumento di potere, unito al crollo dell’ordine internazionale, aumenti il rischio di incomprensioni e di errori catastrofici. La testimonianza di Michiko Kodama e gli sforzi di organizzazioni come ICAN ci ricordano che la minaccia nucleare non è un ricordo del passato, ma un pericolo attuale che richiede un’azione immediata e coordinata a livello globale. La lotta per il disarmo nucleare è una priorità assoluta per la sicurezza e la sopravvivenza dell’umanità.

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