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giovedƬ 22 Gennaio 2026
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I mercati possono continuare a scalare il muro di preoccupazioni

GINEVRA – I mercati possono continuare a scalare il muro di preoccupazioni. A cura di Fabrizio QuirighettiĀ di DECALIA. La fine dello shutdown del governo statunitense ha innescato una serie di pubblicazioni di dati, in ritardo e con poche informazioni concrete: i dati sono obsoleti, incompleti e il calendario delle pubblicazioni ĆØ stato stravolto. Di conseguenza, ĆØ improbabile che la visibilitĆ  migliori prima di metĆ  dicembre, dopo la riunione della Fed del 10 dicembre. Nel frattempo, commenti inaspettatamente aggressivi da parte dei funzionari della Fed hanno spostato le probabilitĆ  di un taglio dei tassi a dicembre da ā€œquasi certoā€ all’essere una grossa incognita. Nonostante le incertezze in merito all’imminente decisione della Fed, la politica monetaria statunitense resta chiaramente in modalitĆ  easing, favorita dal graduale peggioramento del mercato del lavoro, mentre finora l’inflazione ĆØ rimasta ampiamente in linea con le aspettative (senza apparenti effetti collaterali dovuti ai dazi). Inoltre, negli Stati Uniti la crescita continuaĀ a beneficiare del forte sostegno fiscale. Questa combinazione tra politica monetaria accomodante e aumento della spesa pubblica, in realtĆ , riguarda anche la Cina, la Germania o il Giappone. Riteniamo inoltre che il boom dell’IA possa offrire un ulteriore impulso tramite capex e investimenti in infrastrutture energetiche, mentre la deregolamentazione bancaria negli Stati Uniti dovrebbe iniettare altra liquiditĆ  sia nell’economia sia nei mercati finanziari. Con queste premesse, continuiamo a credere che nel prossimo futuro uno scenario di recessione ā€œnaturaleā€ sia improbabile. A nostro avviso, solo un forte crollo dei mercati finanziari – causato da fattori quali un netto picco dei tassi o una distorsione del mercato del credito – potrebbe realmente spingere l’economia verso una contrazione.

La performance del mercato ĆØ rimasta invariata

Nel frattempo, gli utili si sono dimostrati solidi (+12% su base annua per l’S&P 500, +9% per un’azienda media), ma la performance del mercato ĆØ rimasta invariata da metĆ  ottobre, con maggiore volatilitĆ . I dubbi sulla monetizzazione dell’AI, i timori rispetto al credito privato statunitense e il rinnovato dibattito sulla bolla ITĀ hanno generato una sana volatilitĆ . Continuiamo a non ravvisare un rischio di bolla: la straordinaria performance delle mega-cap tecnologiche non ĆØ irrazionale, ma sostenuta dall’eccezionale crescita degli utili, e le valutazioni restano tutt’altro che eccessive. In altre parole, i fondamentali sono complessivamente favorevoli. Indubbiamente ci sono degli eccessi e alcune sacche di sopravvalutazione, ma di fatto i dubbi, i dibattiti e le perplessitĆ  attuali contribuiscono a tenere sotto controllo il mercato e, pertanto, dovrebbero essere considerati come parte di un sano processo di consolidamento. In realtĆ , il sentiment degli investitori ĆØ tutt’altro che euforico. Un altro aspetto importante ĆØ che i solidi rendimenti di quest’anno non sono limitati agli Stati Uniti o al settore tecnologico, soprattutto se misurati in dollari USA.

Un approccio prudente

Di conseguenza, restiamo sostanzialmente neutrali e in modalitĆ  di attesa, rimanendo investiti in modo costruttivo ma cautamente diversificato. Il posizionamento bilanciato e l’allocazione ampiamente diversificata riflettono un approccio prudente, considerata l’elevata probabilitĆ  che si verifichino rischi di coda. Questo posizionamento dovrebbe contribuire a migliorare i rendimenti corretti per il rischio, attenuando gli inevitabili scossoni del mercato e le rotazioni settoriali, mantenendo una flessibilitĆ  sufficiente per adeguarsi ai cambiamenti. Ad esempio, le obbligazioni di alta qualitĆ  e lunga duration e i titoli difensivi dovrebbero offrire protezione in caso di flessione del settore tecnologico, mentre le azioni – soprattutto il segmento value – e le materie prime sarebbero meglio posizionate in un contesto di inflazione più elevata o persistente. La diversificazione resta pertanto un pilastro della nostra allocazione attuale: nell’azionario (a livello di regioni, regioni, settori, stili e capitalizzazioni di mercato), nell’obbligazionario (in termini di aree geografiche, scadenze, settori e rischi di credito) e attraverso l’esposizione all’oro,Ā che continuiamo a preferire a una duration più lunga in assenza di una grave recessione. Infine, potremmo continuare a implementare coperture tattiche su base opportunistica.

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