GINEVRA ā I mercati possono continuare a scalare il muro di preoccupazioni. A cura di Fabrizio QuirighettiĀ di DECALIA. La fine dello shutdown del governo statunitense ha innescato una serie di pubblicazioni di dati, in ritardo e con poche informazioni concrete: i dati sono obsoleti, incompleti e il calendario delle pubblicazioni ĆØ stato stravolto. Di conseguenza, ĆØ improbabile che la visibilitĆ migliori prima di metĆ dicembre, dopo la riunione della Fed del 10 dicembre. Nel frattempo, commenti inaspettatamente aggressivi da parte dei funzionari della Fed hanno spostato le probabilitĆ di un taglio dei tassi a dicembre da āquasi certoā allāessere una grossa incognita. Nonostante le incertezze in merito allāimminente decisione della Fed, la politica monetaria statunitense resta chiaramente in modalitĆ easing, favorita dal graduale peggioramento del mercato del lavoro, mentre finora lāinflazione ĆØ rimasta ampiamente in linea con le aspettative (senza apparenti effetti collaterali dovuti ai dazi). Inoltre, negli Stati Uniti la crescita continuaĀ a beneficiare del forte sostegno fiscale. Questa combinazione tra politica monetaria accomodante e aumento della spesa pubblica, in realtĆ , riguarda anche la Cina, la Germania o il Giappone. Riteniamo inoltre che il boom dellāIA possa offrire un ulteriore impulso tramite capex e investimenti in infrastrutture energetiche, mentre la deregolamentazione bancaria negli Stati Uniti dovrebbe iniettare altra liquiditĆ sia nellāeconomia sia nei mercati finanziari. Con queste premesse, continuiamo a credere che nel prossimo futuro uno scenario di recessione ānaturaleā sia improbabile. A nostro avviso, solo un forte crollo dei mercati finanziari ā causato da fattori quali un netto picco dei tassi o una distorsione del mercato del credito ā potrebbe realmente spingere lāeconomia verso una contrazione.
La performance del mercato ĆØ rimasta invariata
Nel frattempo, gli utili si sono dimostrati solidi (+12% su base annua per lāS&P 500, +9% per unāazienda media), ma la performance del mercato ĆØ rimasta invariata da metĆ ottobre, con maggiore volatilitĆ . I dubbi sulla monetizzazione dellāAI, i timori rispetto al credito privato statunitense e il rinnovato dibattito sulla bolla ITĀ hanno generato una sana volatilitĆ . Continuiamo a non ravvisare un rischio di bolla: la straordinaria performance delle mega-cap tecnologiche non ĆØ irrazionale, ma sostenuta dallāeccezionale crescita degli utili, e le valutazioni restano tuttāaltro che eccessive. In altre parole, i fondamentali sono complessivamente favorevoli. Indubbiamente ci sono degli eccessi e alcune sacche di sopravvalutazione, ma di fatto i dubbi, i dibattiti e le perplessitĆ attuali contribuiscono a tenere sotto controllo il mercato e, pertanto, dovrebbero essere considerati come parte di un sano processo di consolidamento. In realtĆ , il sentiment degli investitori ĆØ tuttāaltro che euforico. Un altro aspetto importante ĆØ che i solidi rendimenti di questāanno non sono limitati agli Stati Uniti o al settore tecnologico, soprattutto se misurati in dollari USA.
Un approccio prudente
Di conseguenza, restiamo sostanzialmente neutrali e in modalitĆ di attesa, rimanendo investiti in modo costruttivo ma cautamente diversificato. Il posizionamento bilanciato e lāallocazione ampiamente diversificata riflettono un approccio prudente, considerata lāelevata probabilitĆ che si verifichino rischi di coda. Questo posizionamento dovrebbe contribuire a migliorare i rendimenti corretti per il rischio, attenuando gli inevitabili scossoni del mercato e le rotazioni settoriali, mantenendo una flessibilitĆ sufficiente per adeguarsi ai cambiamenti. Ad esempio, le obbligazioni di alta qualitĆ e lunga duration e i titoli difensivi dovrebbero offrire protezione in caso di flessione del settore tecnologico, mentre le azioni ā soprattutto il segmento value ā e le materie prime sarebbero meglio posizionate in un contesto di inflazione più elevata o persistente. La diversificazione resta pertanto un pilastro della nostra allocazione attuale: nellāazionario (a livello di regioni, regioni, settori, stili e capitalizzazioni di mercato), nellāobbligazionario (in termini di aree geografiche, scadenze, settori e rischi di credito) e attraverso lāesposizione allāoro,Ā che continuiamo a preferire a una duration più lunga in assenza di una grave recessione. Infine, potremmo continuare a implementare coperture tattiche su base opportunistica.












