STILE – Il panorama automobilistico internazionale assiste al ritorno di un mito. Presso il Mauto di Torino è stato ufficialmente presentato il progetto Historic Italian Brands (HIB), un’iniziativa ideata da Massimo Di Risio, fondatore del Gruppo DR Automobiles. L’obiettivo principale è la rinascita di due storici marchi italiani, Itala e Osca, puntando con decisione ai mercati europei. Il debutto assoluto sul mercato avverrà a settembre 2026 con l’Itala 35, un SUV medio proposto al prezzo competitivo di 35.000 euro. Questo modello unisce la storicità del brand piemontese a un moderno motore di produzione cinese e a un design raffinato sviluppato dalla prestigiosa Italdesign.
Il piano industriale e il progetto Fabbrica Italia
A supportare concretamente l’operazione commerciale c’è il progetto Fabbrica Italia. Questa neocostituita società industriale si occuperà della gestione dei due nuovi stabilimenti produttivi che stanno sorgendo a Macchia d’Isernia, in Molise. Gli impianti saranno dedicati in modo esclusivo alla preparazione finale e all’assemblaggio dei modelli Itala e Osca. La strategia a lungo termine prevede lo sviluppo iniziale di sei modelli per il marchio torinese e due per quello fondato dai fratelli Maserati. Gli standard di efficienza e la flessibilità dei nuovi stabilimenti rispetteranno i moderni criteri di produzione valutati con interesse anche dagli esperti del Touring Club Svizzero (TCS) per il mercato elvetico.
Investimenti, occupazione e flessibilità operativa
L’investimento complessivo stanziato per il rilancio industriale ammonta a 50 milioni di euro e prevede la creazione di ben 500 posti di lavoro diretti sul territorio. Il primo dei due stabilimenti molisani, realizzato interamente da imprese italiane, sarà inaugurato il prossimo settembre 2026. La struttura si distinguerà per un’elevata flessibilità delle linee produttive, capaci di riconfigurarsi in pochissime ore per adattarsi in tempo reale alle oscillazioni della domanda di mercato. Questo approccio dinamico alla mobilità flessibile riflette i trend monitorati attentamente da importanti istituzioni del settore, come l’Automobile Club Svizzero (ACS), sempre attente alle evoluzioni industriali che ridefiniscono le catene di fornitura globali dell’auto.

















