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LUGANO - Il Giappone e gli Stati Uniti hanno concordato di accelerare i colloqui sul primo gruppo di progetti legati al maxi‑pacchetto di investimenti...
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venerdì 13 Febbraio 2026
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Il tramonto dell’equilibrio in Iran: la salute di Khamenei e la vulnerabilità politica

MONDO – L’Iran si trova a un bivio cruciale, con un potere teocratico quarantennale che mostra segni di affaticamento. La salute precaria del leader supremo Ali Khamenei, 86 anni, non è solo una questione biografica, ma riflette la fragilità crescente di un sistema rigido e invecchiato. L’equilibrio su cui si è retto il Paese per decenni sta vacillando, esacerbato dalle conseguenze di una recente guerra lampo che ne ha esposto la vulnerabilità militare e politica. La debolezza interna si scontra con le pressioni esterne: la tregua del 10 ottobre, mediata dagli Stati Uniti tra Israele e Hamas, costringe Teheran a ridefinire la sua strategia regionale. L’opzione è tra un’apertura a una potenziale “pace di Trump” e il ritorno a un isolamento che il Paese fatica a sostenere.

Sanzioni ONU e proteste sociali in Iran

Il ripristino (“snapback”) delle sanzioni ONU su armi e finanza sta intensificando la crisi economica in Iran. L’aggravarsi dell’inflazione e delle tensioni sociali ha riacceso le proteste popolari, con le periferie che tornano a essere focolai di dissenso. La retorica della “resistenza” non basta più a contenere il malcontento di una popolazione stremata. In questo contesto geopolitico esplosivo, la situazione iraniana è al centro del dibattito internazionale. Ne discutono in profondità esperti come Pejman Abdolmohammadi, Visiting Professor alla University of Berkeley, e Nicola Pedde, Direttore dell’Institute for Global Studies, analizzando le possibili traiettorie di un Iran a un potenziale “ultimo atto”.

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