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Indice nazionale dei prezzi al consumo nell’agosto: sono aumentati dello 0,2%

BERNA – Indice nazionale dei prezzi al consumo nell’agosto: sono aumentati dello 0,2%.

I PREZZI AL CONSUMO

Nell’agosto 2023 l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente, attestandosi a 106,4 punti. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il rincaro è stato del +1,6%. È quanto emerge dai risultati dell’Ufficio federale di statistica. La crescita dello 0,2% rispetto al mese precedente è riconducibile a vari fattori, tra cui l’aumento dei prezzi di carburanti e dell’olio da riscaldamento. Sono aumentati anche i prezzi degli affitti delle abitazioni e le spese deposito titoli. Sono invece diminuiti i prezzi del noleggio di veicoli personali, come pure quelli dei trasporti aerei e dei viaggi forfetari internazionali. L’indice dei prezzi al consumo è una misura statistica ottenuta attraverso la media dei prezzi di un insieme di beni e servizi. Questo insieme viene definito paniere ed ha come riferimento le abitudini di acquisto di un consumatore medio. L’indice dei prezzi al consumo maggiormente utilizzato è quello che misura l’andamento nel tempo dei prezzi e fa riferimento però solo alle transazioni tra operatori economici e consumatori finali. In altre parole sono escluse la transazioni a titolo gratuito, quelle intermedie e quelle che coinvolgono enti pubblici.

I TASSI IPOTECARI

Il tasso ipotecario di riferimento viene pubblicato in quarti di percentuale ed è basato sul tasso d’interesse medio, ponderato in base al volume dei crediti ipotecari svizzeri. Il tasso d’interesse medio calcolato al 30 giugno 2023 è passato dall’1,44 % all’1,59 % rispetto al trimestre precedente. Con l’arrotondamento commerciale, il tasso ipotecario di riferimento, determinante per stabilire gli affitti, si attesta quindi all’1,5 % e si applica a partire dal 2 settembre 2023. Si manterrà a questo livello finché il tasso medio non scenderà sotto l’1,38 % o non supererà l’1,62 %. Dal 2 giugno 2023 il tasso ipotecario di riferimento è dell’1,5 % ed è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente: perciò dall’ultima pubblicazione non sussiste il diritto ad aumenti o a diminuzioni della pigione.

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