FOCUS – L’Iran dispone oggi di una flotta sottomarina mista composta da circa 19-27 unità , elemento centrale della sua strategia di difesa asimmetrica. La spina dorsale di questa forza è rappresentata dalla classe Ghadir: circa 20 minisottomarini agili e furtivi, progettati specificamente per il pattugliamento costiero e le operazioni d’imboscata nel Golfo Persico. Queste unità , affiancate da imbarcazioni d’attacco rapido come i Houdong di fabbricazione cinese, permettono a Teheran di monitorare capillarmente le rotte marittime, sfruttando la capacità di occultamento in acque poco profonde per contrastare navi di dimensioni maggiori.
Iran, dai minisottomarini Ghadir ai Kilo russi: il controllo dello Stretto di Hormuz
Per le missioni di lungo raggio e la deterrenza strategica, la marina iraniana schiera tre sottomarini di classe Kilo (Tareq) di fabbricazione russa. Queste unità , sensibilmente più grandi, operano tra il Golfo e il Mar d’Oman, garantendo una proiezione di forza superiore nelle acque internazionali. L’integrazione tra mezzi leggeri e pesanti riflette un obiettivo geopolitico chiaro: il controllo ferreo dello Stretto di Hormuz. Presidiando questo snodo vitale per il commercio energetico globale, l’Iran consolida la propria influenza regionale, trasformando la sua forza subacquea in un asset cruciale per gli equilibri del Medio Oriente.














