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La realtà dei luoghi di culto in Spagna: dati contro la disinformazione

EUROPA – Le chiese cattoliche costituiscono di gran lunga il maggior numero di luoghi di culto nella regione catalana, nonostante le fake news diffuse in rete che sembrano voler fomentare l’islamofobia. I dati ufficiali del governo catalano dipingono un quadro molto diverso da quello propagandato sui social media, dove circolano immagini e affermazioni infondate che sostengono la presenza di più moschee che chiese nella comunità autonoma della Catalogna, nel nord-est della Spagna. Queste narrazioni distorte, spesso accompagnate da claim sensazionalistici come quello che “120 scuole catalane insegnano l’Islam”, rappresentano un chiaro tentativo di alimentare tensioni interreligiose attraverso la manipolazione dell’informazione. La realtà statistica è inequivocabile: le chiese cattoliche sono di gran lunga il tipo di centro religioso più diffuso in Catalogna, con 5.665 edifici che rappresentano il 78% del totale dei luoghi di culto presenti sul territorio.

L’Islam in Spagna

Questo dato emerge chiaramente dalle rilevazioni ufficiali e smentisce categoricamente le affermazioni che circolano su piattaforme come X e Instagram. Nonostante questo predominio numerico, è importante notare che il numero delle chiese cattoliche è in calo a causa dell’invecchiamento della popolazione catalana e della tendenza all’unificazione di alcune parrocchie per ragioni di sostenibilità demografica ed economica. Al secondo posto nella classifica dei luoghi di culto si collocano le chiese evangeliche o protestanti con 889 edifici, una denominazione che secondo il governo catalano ha registrato la crescita più significativa da quando sono iniziate le rilevazioni statistiche sistematiche. L’Islam, comprese le moschee e i centri culturali islamici, occupa il terzo posto nella graduatoria dei luoghi di culto catalani con 326 centri religiosi, una cifra che rappresenta una frazione minima rispetto alle chiese cattoliche e che smentisce definitivamente le narrazioni sui social media che affermano il contrario. Questi post, che sembrano voler diffondere una narrazione islamofobica, non trovano alcun riscontro nei dati ufficiali e contribuiscono a creare un clima di tensione sociale basato su informazioni false. La presenza islamica in Catalogna, pur essendo cresciuta nel corso dei decenni, rimane largamente minoritaria rispetto alla tradizione cattolica profondamente radicata nel territorio catalano da secoli.

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