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La Russia è troppo dipendente dallo yuan cinese, ad ottobre scade la licenza delle transazioni

RUSSIA E YUAN CINESE

ECONOMIA – Lo yuan cinese è la valuta estera più scambiata in Russia, ma la sua disponibilità nel Paese pesantemente sanzionato potrebbe presto esaurirsi. Ciò minaccia un’ancora di salvezza cruciale per le imprese russe, che sono diventate fortemente dipendenti dallo yuan da quando il commercio con la Cina è aumentato dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. La guerra ha innescato sanzioni occidentali che hanno in gran parte escluso la Russia dal sistema finanziario globale. A giugno, gli Stati Uniti hanno ampliato le sanzioni, costringendo la Borsa di Mosca e il suo agente di compensazione a interrompere le contrattazioni in dollari ed euro. Il 12 ottobre scadrà una licenza del Dipartimento del Tesoro che concede un periodo di tempo per la chiusura di alcune transazioni.

LE BANCHE

Scadrà il periodo di proroga concesso alle banche russe per effettuare transazioni in yuan o comprare moneta cinese. Per capire, bisogna guardare allo scorso mese di giugno, quando gli Stati Uniti hanno deciso di stringere ancora un po’ di più la morsa delle sanzioni su Mosca. In quell’occasione il governo americano decise di avviare l’iter per la sospensione delle licenze che permettono, ancora oggi, alle banche dell’ex Urss, di scambiare rubli con yuan e viceversa. Un’operazione, per la verità, già tecnicamente fallita. Di conseguenza, le banche cinesi sono state riluttanti a trasferire yuan alle controparti russe durante i pagamenti del commercio estero, lasciando le transazioni in un limbo per mesi. Con l’esaurirsi della liquidità in yuan da parte della Cina, le aziende russe si sono rivolte alla banca centrale per ottenere yuan tramite swap di valuta. Ma la Banca di Russia ha spento le speranze di una maggiore liquidità.

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