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lunedì 16 Febbraio 2026
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La Segreteria di Stato della migrazione prevede 24 mila nuove domande d’asilo

SVIZZERA Per il 2025 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prevede circa 24 mila nuove domande d’asilo. Ciò equivarrebbe a circa 4000 domande in meno che nel 2024. Inoltre è probabile che entro la fine dell’anno il numero di domande in sospeso continui a diminuire in modo chiaro. La SEM ha elaborato tre scenari possibili per l’evoluzione del numero di nuove domande d’asilo nell’anno in corso. Il numero effettivo di domande d’asilo che verranno presentate di qui alla fine dell’anno dipenderà essenzialmente dal numero di persone che dalla Turchia emigreranno verso la Grecia e la Bulgaria e dalla migrazione secondaria in provenienza da questi due Paesi verso l’Europa centrale e occidentale.

Nel 2024 sono giunti in Svizzera circa 19 mila migranti richiedenti l’asilo

È altrettanto importante l’evoluzione dei movimenti migratori in provenienza dal Nordafrica attraverso il Mar Mediterraneo a destinazione dell’Italia. Ulteriori fattori determinanti saranno la migrazione in provenienza da Stati esentati dall’obbligo del visto come la Georgia e il Kosovo in direzione dell’Europa centrale e occidentale come anche la politica di rimpatrio dei Paesi limitrofi della Svizzera. Stando a una valutazione ancora provvisoria, nel 2024 sono state presentate in Svizzera 27 740 domande d’asilo, ossia 2483 in meno rispetto alle 30.223 presentate nel 2023 (l’8 % in meno). In 6521 casi si è trattato di domande secondarie. Circa 3300 di queste domande secondarie sono state depositate da persone provenienti dall’Afghanistan che soggiornavano già da tempo in Svizzera e che hanno presentato un’altra domanda d’asilo nell’ambito della nuova prassi applicata ai cittadini afgani. Le domande presentate da richiedenti l’asilo appena immigrati in Svizzera sono state 19 870. Il calo delle domande d’asilo rispetto all’anno precedente va ricondotto in primis alla diminuzione dell’afflusso di richiedenti l’asilo turchi, afgani e siriani verso l’Europa occidentale e al netto calo degli sbarchi nell’Italia meridionale.

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