STILE – L’impatto culturale e commerciale di “Le due città” (A Tale of Two Cities) di Charles Dickens rimane ineguagliabile, posizionandolo stabilmente tra i libri più venduti di tutti i tempi. Nonostante le cifre precise sulle vendite globali restino difficili da certificare ufficialmente, il romanzo pubblicato nel 1859 è un vero e proprio fenomeno di longevità. Questa immensa popolarità è stata sottolineata in modo eclatante nel 2010, quando l’autore David Mitchell (noto per Cloud Atlas), in un suo articolo per il The Telegraph, attribuì al capolavoro dickensiano l’impressionante stima di 200 milioni di copie vendute. Sebbene tale numero non sia un dato ufficiale verificato dal Guinness World Records, riflette in modo efficace la portata del successo duraturo dell’opera. Questa attribuzione non fa che rinforzare la sua posizione di classico letterario la cui diffusione compete con testi religiosi fondamentali e saghe contemporanee come Harry Potter.
Un fenomeno editoriale
L’affermazione di Mitchell, che ha posizionato “Le due città” nell’Olimpo editoriale con circa 200 milioni di copie, evidenzia la sua costante rilevanza in libreria. Il romanzo di Dickens, ambientato durante la Rivoluzione Francese, viene regolarmente citato insieme a titoli come Il Signore degli Anelli, Il Piccolo Principe e testi sacri, dimostrando una resilienza sul mercato di oltre un secolo e mezzo. La stima di Mitchell funge da potente indicatore del successo editoriale e della rilevanza letteraria di questo classico. Ogni anno, l’opera continua a essere ristampata, letta e venduta in milioni di copie in tutto il mondo, confermandolo non solo come uno dei romanzi più venduti della storia, ma come un pilastro inossidabile della letteratura inglese.













