EUROPA – Il progetto dell’euro digitale entra nella fase cruciale, con l’Unione Europea che accelera per fornire alla Banca Centrale Europea il quadro legislativo necessario a un lancio entro il 2026. Questa iniziativa, che mira a creare una versione digitale del contante emessa e garantita dalla BCE, è ormai una priorità del programma di lavoro dell’Eurogruppo, i ministri delle Finanze dell’area euro. L’obiettivo della presidenza danese del Consiglio UE è di completare i negoziati entro la fine dell’anno, con una svolta attesa già nei prossimi giorni, in concomitanza con la riunione del 19 settembre a Copenaghen. L’euro digitale è concepito per affiancare e non sostituire banconote e monete, rappresentando l’evoluzione naturale del contante nell’era digitale. Sarà un mezzo di pagamento sicuro e disponibile gratuitamente per tutti i pagamenti elettronici – sia fisici che online – anche in assenza di connessione internet, come evidenziato dalla Banca d’Italia. L’impegno politico è forte, con un alto funzionario europeo che si dice fiducioso di una soluzione a breve, se non a settembre, sicuramente all’Eurogruppo di ottobre.
L’Unione europea accelera sul progetto
Nonostante l’accelerazione politica, il progetto dell’euro digitale resta complesso e solleva questioni delicate, in particolare riguardo al limite massimo del denaro che cittadini e imprese potranno detenere nel proprio wallet digitale. Il confronto all’Eurogruppo si concentrerà proprio sulla definizione di questa soglia, un punto critico volto a impedire un’eccessiva “disintermediazione” delle banche commerciali. Poiché la moneta digitale di banca centrale è una passività diretta della BCE nei confronti del detentore, proprio come il contante, stabilire un tetto massimo è fondamentale per mantenere l’equilibrio del sistema finanziario. Sebbene i ministri non affrontino i dettagli tecnici, la discussione a Copenaghen e nei prossimi incontri sarà cruciale per risolvere gli aspetti politici più divisivi. L’introduzione di questa nuova moneta in forma digitale sarà determinante per garantire che l’area dell’euro abbia un’opzione di pagamento adatta ai pagamenti elettronici dell’era moderna, un’evoluzione necessaria che coniughi innovazione e stabilità finanziaria.

















