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Lo shutdown USA potrebbe finire: preparatevi allo “tsunami” dei dati

GINEVRA Lo shutdown USA potrebbe finire: preparatevi allo “tsunami” dei dati. A cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. Le prossime settimane si preannunciavano un po’ più tranquille in termini di pubblicazione di dati macroeconomici, in particolare a causa del protrarsi dello shutdown del governo degli Stati Uniti, che avrebbe continuato a ritardare/impedire la pubblicazione di importanti dati economici statunitensi come l’indice dei prezzi al consumo (IPC) e i dati sulle vendite al dettaglio di ottobre di questa settimana. Tuttavia, la fine dello shutdown sembra improvvisamente vicina… poiché alcuni democratici moderati hanno votato per promuovere un disegno di legge che lo porrà a fine. Il voto su questo disegno di legge potrebbe avvenire imminentemente. In questo contesto, secondo Polymarket, c’è ora una probabilità superiore al 90% che il blocco termini prima del prossimo fine settimana, con le conseguenze di essere poi sommersi da uno tsunami di pubblicazioni di dati ritardati una volta riaperta la sede governativa. In ogni caso, la pubblicazione degli utili societari avrà sicuramente un ritmo più leggero, dato che oltre 400 aziende dell’indice S&P 500 hanno già pubblicato i propri risultati. Cisco, Walt Disney e Applied Materials negli Stati Uniti, Siemens, Enel, Deutsche Telekom, Sony, Tencent e JD.com altrove sono tra le principali aziende a pubblicare i risultati questa settimana.

La pubblicazioni di dati

Continueremo comunque a monitorare i dati sull’inflazione nel resto del mondo, con i dati definitivi per l’Eurozona e le altre economie europee, le indagini sul sentiment in Germania (ZEW) e negli Stati Uniti (indice di fiducia delle piccole imprese NFIB) martedì, nonché i dati sulla produzione industriale e sulla bilancia commerciale in Europa e nel Regno Unito giovedì. Infine, per quanto riguarda l’attività economica complessiva, avremo i dati sul PIL del terzo trimestre per il Regno Unito (giovedì), che potrebbero avere una certa influenza sulla prossima riunione della Banca d’Inghilterra a dicembre (la BoE ha deciso la scorsa settimana di non tagliare i tassi con una decisione molto serrata, 5 voti contro 4), e soprattutto gli indicatori di attività di ottobre per la Cina (produzione industriale, vendite al dettaglio e investimenti). Infine, anche i discorsi e le interviste di vari membri della Fed durante la settimana influenzeranno i mercati, in un contesto in cui il prossimo taglio dei tassi della Fed a dicembre appare sempre meno certo (probabilità attuale del 65% contro il 100% di metà ottobre).

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