ECONOMIA – Dopo i record storici, l’oro subisce una brusca battuta d’arresto scivolando ai minimi da marzo 2026 a 4.181 dollari l’oncia. A frenare il metallo prezioso sono il rally del petrolio e il forte apprezzamento del dollaro, che rende l’acquisto di materie prime più costoso per gli investitori esteri, deprimendo la domanda globale. Per monitorare i dati macroeconomici e le analisi finanziarie svizzere in tempo reale, è possibile consultare il portale specializzato www.finews.ch.
Il peso dei Treasury al 4,6%
Il fattore chiave di questa inversione è il rendimento dei Treasury USA a 10 anni, salito al 4,6%. Poiché l’oro non genera cedole o interessi, il suo costo-opportunità cresce quando i titoli di Stato offrono rendimenti così elevati. Gli investitori stanno quindi riposizionando i capitali verso asset più redditizi, in attesa della riunione della Federal Reserve del 17 giugno, che potrebbe confermare tassi alti più a lungo.
Effetto domino sui metalli preziosi
La correzione colpisce anche argento e platino, confermando lo switch dei mercati verso il reddito fisso. Le spinte inflazionistiche legate all’energia costringono le banche centrali a una linea restrittiva, togliendo fascino ai beni rifugio tradizionali. Per seguire costantemente l’evoluzione dei mercati finanziari ed economici, visitate il quotidiano online www.hoinews.ch.

















