SVIZZERA – Le Malattie Non Trasmissibili (MNT) rappresentano un onere finanziario sempre più gravoso per il sistema sanitario svizzero. Un recente studio sui costi risalenti al 2022 ha evidenziato come le MNT siano responsabili di ben il 72% dei costi sanitari complessivi, attestandosi a 65,7 miliardi di franchi su un totale di 91,5 miliardi. Questo dato sottolinea l’urgenza di rafforzare gli sforzi in materia di prevenzione e promozione della salute. La maggior parte di questa spesa è imputabile a patologie somatiche come le malattie neurologiche (tra cui la demenza, la più costosa), cardiovascolari, quelle dell’apparato locomotore e il cancro, con un 10% generato dalle malattie mentali. A fronte di un aumento generale dei costi sanitari del 37% negli ultimi dieci anni, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ribadisce la necessità di misure di contenimento mirate.
L’Impatto economico e i fattori di rischio
L’impatto delle MNT non si limita alla sanità, estendendosi all’economia con perdite di produttività significative. Includendo i costi sanitari e le perdite derivate da assenze e anni di vita persi, il totale raggiunge circa 109 miliardi di franchi all’anno, equivalenti al 14% del PIL. Per contrastare questa tendenza, è cruciale agire sui fattori di rischio modificabili. Lo studio evidenzia che nel 2022, solo le malattie attribuibili a inattività fisica, sovrappeso e obesità hanno generato costi sanitari per circa 5,4 miliardi di franchi. Diabete di tipo 2, ipertensione, artrosi e demenza sono tra le patologie che maggiormente contribuiscono a questa spesa, rendendo la prevenzione un investimento economico e sociale fondamentale.

















