MERCATI – Chi sarà il prossimo protagonista? Questa settimana sono le banche centrali a dettare il ritmo, con riunioni, comunicati e decisioni previste per la BoJ, la RBA, la Fed, la BoE e la SNB. A cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. Per quanto riguarda la pubblicazione dei dati economici, avremo anche importanti indici CPI nel Regno Unito e in Giappone, e diversi indicatori di attività economica negli Stati Uniti e in Cina. Per ultimo, ma non meno importante, si terrà il vertice dei leader del G7 a Evian.
La riunione del FOMC
L’evento principale sarà la riunione del FOMC, la prima sotto la presidenza del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh. Oltre alla decisione sul tasso di riferimento, che secondo le previsioni dovrebbe rimanere invariato tra il 3,5% e il 3,75%, l’attenzione si concentrerà su come il comitato (e il suo nuovo presidente) percepiscono i rischi di inflazione, con le proiezioni economiche aggiornate (SEP) e il dot plot tra gli elementi chiave a tal fine. La situazione potrebbe essere complessa e instabile, poiché è probabile che la Fed passi da una politica monetaria accomodante a una più restrittiva, dato che le pressioni inflazionistiche si stanno intensificando -anche se potrebbero attenuarsi nel corso dell’anno, ma al momento non ci sono prove in tal senso – e il mercato del lavoro non ha subito ulteriori peggioramenti negli ultimi mesi, anzi è migliorato rispetto alla fine dello scorso anno. Per il momento, l’allentamento della pressione salariale limita il rischio di effetti di secondo impatto sull’inflazione derivanti dall’aumento dei prezzi dell’energia. Tuttavia, quest’ultimo fattore ha iniziato a incidere anche sull’inflazione di base: l’inflazione core dei servizi mostra segnali di stabilizzazione, mentre altri indicatori di inflazione di base hanno nuovamente accelerato ben oltre il 3% su base annua (variazione percentuale a 3 mesi). Queste crescenti preoccupazioni inflazionistiche sono già state scontate dai mercati, che attualmente prevedono aumenti dei tassi pari a 25 punti base entro la fine dell’anno. L’aspetto forse più interessante, con un nuovo presidente della Fed in carica, è che la conferenza stampa potrebbe far luce su alcuni cambiamenti nella comunicazione futura, come ad esempio la graduale eliminazione delle indicazioni prospettiche e del dot plot, la proposta di un’ulteriore riduzione del bilancio della Fed o la riduzione del numero di conferenze stampa.
La Banca Nazionale Svizzera
Tra gli altri appuntamenti, le riunioni delle banche centrali includono le decisioni della BoJ e della RBA, per le quali il consenso prevede un aumento dei tassi di 25 punti base all’1,00% per la prima e nessuna variazione per la seconda (mantenimento di una politica restrittiva al 4,35% con la possibilità di ulteriori aumenti), e le riunioni della BoE e della SNB. Salvata dall’ultimo rapporto sull’inflazione del Regno Unito, che ha mostrato un calo dell’inflazione maggiore del previsto ad aprile, la BoE dovrebbe mantenere i tassi stabili al 3,75%… a meno che una grande sorpresa al rialzo nel rapporto sull’inflazione di maggio, che sarà pubblicato il giorno prima, non scombussoli la situazione. Di nuovo. Per quanto riguarda la Banca Nazionale Svizzera, ora si trova in una comoda situazione di attesa, poiché la sua prossima mossa dipende dalle altre principali banche centrali, mentre il franco svizzero non si sta più apprezzando rispetto alle valute dei principali partner economici. Da notare che anche la Riksbank svedese e la Norges Bank si riuniranno rispettivamente mercoledì e giovedì. Passando ai dati economici, gli indicatori di attività della Cina per maggio sono stati pubblicati. Il consenso prevede un modesto miglioramento rispetto alla crescita complessivamente ancora modesta, con la produzione industriale in aumento di circa il 4-5%, sostenuta essenzialmente dalle esportazioni in ripresa, mentre la domanda interna e le vendite al dettaglio rimangono stagnanti su base annua. Negli Stati Uniti, saranno pubblicati i dati sulla produzione industriale di maggio e quelli sulle vendite al dettaglio, per i quali si prevede una crescita sostenuta simile a quella precedente, oltre a diversi indicatori del settore immobiliare nel corso della settimana. Si noti che i mercati statunitensi saranno chiusi venerdì (Juneteenth, Giorno dell’Indipendenza Nazionale). In Giappone, l’evento principale sarà la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di maggio (venerdì), per il quale non sono previste variazioni significative.

















