STILE – Il 2025 passerĆ alla storia come l’anno d’oro del collezionismo mondiale, segnato da un’asta leggendaria che ha ridefinito i vertici del mercato. Il protagonista assoluto ĆØ stato Gustav Klimt: il suo capolavoro “Ritratto di Elisabeth Lederer” (1914-1916) ĆØ stato battuto da Sothebyās a New York il 18 novembre per la cifra astronomica di 236,36 milioni di dollari. Partendo da una stima di 130 milioni, l’opera ha polverizzato ogni aspettativa, diventando ufficialmente la seconda opera d’arte più costosa mai venduta all’asta, posizionandosi subito dopo il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci. Questo risultato non solo celebra l’estetica della Secessione Viennese, ma testimonia la resilienza e la fame di capolavori museali da parte degli investitori internazionali, capaci di spingere il valore delle “blue chips” dell’arte verso vette precedentemente inesplorate.
Da Sothebyās a New York si scrive la storia: il trionfo del “Ritratto di Elisabeth Lederer” e il primato femminile
Oltre al trionfo di Klimt, il 2025 ha celebrato la forza dell’arte femminile e dei grandi maestri del passato. Il 20 novembre, sempre a New York, Frida Kahlo ha stabilito un nuovo primato mondiale per un’artista donna con il dipinto “El sueƱo (La cama)”, aggiudicato per circa 55 milioni di dollari. Nello stesso anno, il comparto degli Old Masters ha brillato grazie a Canaletto, la cui veduta veneziana “Il Ritorno del Bucintoro” ĆØ stata venduta per 41,7 milioni di dollari. Questi exploit, uniti alle importanti vendite di maggio da Christie’s (che hanno toccato i 47,6 milioni), confermano una netta ripresa del mercato globale rispetto al 2024. Le principali case d’asta chiudono l’anno con volumi d’affari in crescita, consolidando l’arte come asset rifugio e pilastro culturale di inestimabile valore economico e sociale.












