SVIZZERA – Il 2025 ha segnato un momento di flessione per il trasporto merci ferroviario attraverso le Alpi, con una quota di mercato scesa al 68,6%. Nonostante l’obiettivo svizzero di spostare i volumi dalla gomma alla rotaia, il settore ha registrato una contrazione del 7,5% rispetto all’anno precedente, mentre il numero di autocarri (960.000 unità) è rimasto pressoché invariato. Questa inversione di tendenza è figlia di un mix critico tra instabilità economica europea e, soprattutto, una rete infrastrutturale congestionata. I numerosi cantieri e le interruzioni sulle tratte nord-sud, in particolare in Germania, hanno compromesso l’affidabilità del servizio ferroviario, spingendo molti operatori a rifugiarsi nuovamente nel trasporto su strada.
Analisi del calo modale e dei nodi critici dell’infrastruttura
Per arginare questa crisi e garantire stabilità agli operatori, il Consiglio federale ha varato misure d’emergenza. È stato confermato il prolungamento dei sostegni finanziari per il traffico combinato, inizialmente previsti fino al 2030, per offrire certezze negli investimenti a lungo termine. Oltre agli incentivi economici volti a mitigare la chiusura della “strada viaggiante”, la strategia svizzera punta ora su una pressione diplomatica verso i paesi limitrofi per accelerare l’ammodernamento delle reti. L’obiettivo è un coordinamento internazionale più efficace dei cantieri, garantendo percorsi di deviazione efficienti che restituiscano alla ferrovia la competitività necessaria per la transizione ecologica.














