STILE – Contrariamente alla credenza popolare, l’attività fisica non garantisce automaticamente la perdita di peso. Uno studio pubblicato su Current Biology propone una spiegazione a questa apparente contraddizione: il corpo umano è programmato per “compensare” circa un terzo delle calorie bruciate durante l’esercizio fisico, riducendo il consumo energetico di altri processi biologici. Questo meccanismo, noto come “constrained model”, suggerisce che esiste un limite oltre il quale il corpo entra in “modalità risparmio” per non consumare troppa energia. In altre parole, non tutte le calorie consumate durante l’attività fisica si sommano al metabolismo di base, come previsto dal tradizionale “additive model”.
La matematica del dimagrimento: bilanciare calorie e compensazione
Per calcolare il dispendio energetico totale, gli scienziati hanno a lungo utilizzato una formula matematica che include metabolismo di base e attività fisica. Tuttavia, la ricerca recente suggerisce che questa formula non tiene conto del meccanismo di compensazione. I ricercatori hanno confrontato i due modelli, analizzando diversi studi animali e ricerche condotte su persone, per calcolare l’effettiva compensazione energetica. I risultati confermano che il corpo umano è in grado di compensare il dispendio energetico in modo significativo, il che significa che l’attività fisica potrebbe non essere la strategia più efficace se l’obiettivo è la perdita di peso. In conclusione, la matematica del dimagrimento è più complessa di quanto si pensasse in precedenza, e richiede una comprensione approfondita dei meccanismi di compensazione energetica.

















