LUGANO – I Mercati in Asia restano sotto pressione mentre lo sciopero di tre giorni alla Hyundai apre un fronte industriale delicato: il sindacato chiede bonus legati agli utili e tutele contro l’automazione dopo l’introduzione del robot umanoide Atlas, con rischi immediati per export e produzione. In India il Sensex +0,08% (77.632,93) tiene, mentre il Giappone scivola con Nikkei -1,92% (67.242,73) e TOPIX -0,71%. Seoul è l’epicentro della tensione: KOSPI -8,95% (6.806,93) e KOSDAQ -4,55%, segnale di shock nel comparto chip. La Cina arretra: Shanghai -2,06%, Shanghai A -2,06%, CSI 300 -1,79%; Hong Kong più stabile con Hang Seng +0,07% e HS China Ent +0,27%. Nel Sud‑Est asiatico prevale un tono misto: Jakarta +0,39%, Malaysia KLCI +0,49%, Singapore STI -0,24%. Sul fronte commodity, il petrolio corre con WTI 73,98 (+3,60%) e Brent 78,77 (+3,63%), mentre l’oro scivola a 4.066 (-1,16%) e l’argento a 58,57 (-2,16%). Nei cambi, l’EUR/USD 1,1424 (+0,07%), USD/JPY 162,12 (+0,27%), GBP/USD 1,3393 (-0,08%), AUD/USD 0,6937 (-0,24%) mostrano un dollaro tonico.
I mercati in occidente
I futures USA virano in rosso: Dow Jones -0,14%, S&P 500 -0,45%, Nasdaq -1,29%; in Europa il FTSE 100 -0,16%. Gli operatori guardano ora alle trimestrali e all’AI, mentre sullo sfondo pesa la ripresa della guerra Usa‑Iran che alimenta la corsa del petrolio.

















