BRUXELLES – La crisi nello Stretto di Hormuz minaccia le vacanze in aereo e riduce i flussi di carburante avio verso l’Europa, che secondo le analisi Energy Aspects citate da Reuters dispone di scorte inferiori ai 30 giorni. La U.S. Energy Information Administration conferma che prima della guerra transitavano nello stretto circa 20 milioni di barili al giorno, quasi un quinto del petrolio mondiale. Negli ultimi giorni la guerra è esplosa di nuovo: attacchi a navi commerciali, droni abbattuti e nuove operazioni militari hanno spinto il Brent verso 79 dollari, secondo le agenzie energetiche internazionali.
Vacanze a rischio, compagnie valutano tagli e Bruxelles?
La Commissione UE definisce Hormuz “critico per la sicurezza energetica” e avverte che la riduzione dei flussi dal Golfo può colpire direttamente il jet fuel nel pieno delle partenze estive. La IEA segnala che i Paesi del Golfo dirottano parte dei volumi sull’East‑West Pipeline saudita, ma la capacità non compensa il traffico perso. L’Europa monitora scorte e rotte energetiche, mentre le compagnie aeree temono ritardi e possibili cancellazioni nei mesi di punta.

















