MEDIO ORIENTE – Guerra nel Golfo: gli Stati Uniti e l’Iran si sono scambiati pesanti attacchi missilistici con droni tra il weekend e lunedì, alimentando l’ultima escalation del ciclo di raid e contrattacchi nel Golfo. Teheran sostiene di aver colpito risorse militari USA e di aver chiuso lo Stretto di Hormuz, mentre Washington accusa l’Iran di aver attaccato una nave commerciale (ancora). Le nuove ostilità mettono in crisi l’accordo provvisorio siglato il mese scorso per riaprire lo stretto e chiudere la guerra ma soprattutto creano instabilità nella regione e grande paura tra i residenti negli Emirati e in tutti i paesi coinvolti nell’area. Trump afferma che gli USA saranno i “guardiani dello Stretto” e che riceveranno un rimborso del 20% su tutte le merci in transito, secondo Reuters.
Guerra nel Golfo: i mercati reagiscono, vediamo come
Intanto i mercati USA scendono in scia a quelli asiatici questa mattina: DOW -0,20% (16:47), S&P 500 -0,29% (16:33), NASDAQ -0,99% (16:48); In Europa la situazione è confusa e frammentata: il FTSE 100 -0,05% (16:30) resta debole, mentre il FTSE MIB +0,25% (16:43) mostra tenuta. Lo SMI svizzero +0,07% (16:40) avanza leggermente, insieme all’OMX Copenhagen +0,88% (16:56) e all’OSE Norway +0,94% (16:41). In calo l’Irish Overall -0,91% (16:41), l’OMX Stockholm -0,44% (16:58) e l’ATX Austria -0,59% (16:41), mentre l’AEX -0,03% (16:41) e l’FTSE All‑Share UK -0,11% (16:43) confermano un quadro europeo misto, segnato da volatilità crescente. Tra le commodity: WTI +4,58% (16:36), Brent +4,53% (16:36), oro -2,52% (16:40), mais +1,25% (16:36). Nel forex: EUR‑USD 1,1405 (-0,10%, 16:47), USD‑JPY 162,35 (+0,41%, 16:49), GBP‑USD 1,3377 (-0,20%, 16:47).

















