MONDO – Le elezioni parlamentari del giugno 2026 hanno sancito la netta riconferma di Nikol Pashinyan alla guida dell’Armenia. Con un’affluenza record che testimonia la forte partecipazione popolare, il partito Contratto Civile ha ottenuto la maggioranza assoluta. Questo voto rappresenta un mandato chiaro per proseguire lungo la strada delle riforme interne e della stabilizzazione democratica, in un momento cruciale di transizione politica ed economica per l’intera regione del Caucaso meridionale.
Il progressivo allontanamento dall’influenza della Russia
Il voto si inserisce in uno scenario geopolitico complesso, segnato dal progressivo riorientamento strategico di Erevan. L’Armenia sta attuando una decisa diversificazione delle proprie alleanze per allentare la storica e stringente dipendenza da Mosca. Per monitorare l’evoluzione di queste dinamiche e l’impatto sulla sicurezza regionale, le istituzioni internazionali seguono da vicino la transizione, come documentato nei report ufficiali sulla cooperazione sul sito del .
L’orizzonte geopolitico verso l’Unione Europea
Il nuovo esecutivo punta a consolidare in modo prioritario l’asse con l’Unione Europea, cercando una maggiore integrazione economica e politica con l’Occidente. Questo percorso mira a garantire stabilità territoriale e sviluppo dopo le recenti perdite geopolitiche. Le prospettive di interazione tra Erevan e i partner europei sono analizzate nei focus di politica estera che evidenziano le sfide di questa storica transizione.

















